Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

L’ultima volta che ho avuto sedici anni

Qual è il momento a partire dal quale si può dire che è iniziata l’adolescenza?
Dipende.
Quella di Eva è cominciata nel momento stesso in cui mi venne posata sulla pancia, appena nata, e lei mosse le prime accuse osservandomi col suo tipico sguardo da cazzovuoi.
L’adolescenza di Lara è appena abbozzata ma pronta a esplodere. La sera prima ci diamo la buonanotte facendo naso-naso; la mattina dopo non saluta, grugnisce che la colazione è troppo calda, troppo fredda, troppo tiepida, tira un calcio allo zainetto, non ha niente da mettersi, scoppia a piangere senza motivo, mi schiocca un bacio sulle guance e allegramente se ne va. Ciclotimia portami via.
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Ma non è così per tutti. Conosco ragazzi che adolescenti non lo saranno mai.
Giulia ad esempio, la ragazza del quinto piano.
La incrocio nell’ascensore e la invito a casa nostra per stare un po’ con le mie figlie – dopotutto sono coetanee.
Lei non può.
Le piacerebbe, eh, ma deve tornare a casa a leggere ‘Il gioco delle perle di vetro’ di Herman Hesse; guardare il dvd con la Trilogia di Kieslowski; fare un résumé sui Simpson come satira della società americana contemporanea.
Giulia è la cartina al tornasole della mediocrità delle mie ragazze. Come se non bastasse, indossa delle ballerine.
Solo il giorno prima, pulendo sotto il letto di Eva, ho trovato un paio di zeppe nere con quindici centimetri di tacco e otto di plateau. Praticamente le scarpe delle Winx taglia 39. Borchiate.
Non erano le sue – o almeno, non solo: lei e le sue amiche le avevano acquistate in gruppo mettendo cinque euro a testa e scegliendo una misura standard che andasse bene a ciascuna.
«Ma Gaia porta il 37 e Giorgia il 41.» avevo obbiettato.
Occhi al cielo, sospiro trattenuto, Eva aveva spiegato: «Noi, se vogliamo indossare un paio di scarpe che ci piacciono, adattiamo i nostri piedi alla loro taglia con la sola forza di volontà

Una buona notizia e una cattiva. Quella buona: dal tunnel dell’adolescenza se ne esce. Quella cattiva: ci si ricade dentro nel momento meno opportuno, di solito alla soglia dei cinquanta. Come si sopravvive quando si scontrano menarca e e climaterio? È tutto spiegato qui

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