Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Against all odds: cronaca di una rinascita

botero

Usando un eufemismo, potremmo dire che la vita con lei non era stata magnanima: non poteva muovere il braccio sinistro, più corto dell’altro, e come se questo non fosse sufficiente era anche zoppa e obesa. Lavorava, però. Grazie al lavoro era riuscita ad acquistare un appartamentino in una zona verde, nell’ultima periferia della città. Un buon investimento: la zona era in espansione. “Mio padre mi ha abbandonato da piccola, incapace di fronteggiare i miei tanti handicap, ma alla sua morte ho investito qui la mia parte di eredità. Mi ha risarcito della sua assenza, diciamo”.

Il prossimo passo sarebbe stato dimagrire. La ragazza usciva alle due del pomeriggio e fine alle tre camminava a fatica lungo il perimetro del quartiere. Un chilometro, poi due, poi tre, poi cinque. Quando non la sua determinazione iniziò a venir meno, prese dei cani. Due. Loro l’avrebbero costretta a uscire di casa a intervalli regolari.
Fu una decisione giusta. Per mesi la vidi camminare, claudicante ma veloce, dietro alle sue bestiole, con qualsiasi tempo. Alla fine dell’anno aveva perso 33 chili.
“Guarda cosa sono in grado di fare” mi disse quella volta che ci incontrammo ai bidoni della spazzatura, e con un gesto disinvolto del braccio offeso lanciò il sacchetto riuscendo a fargli compiere una parabola perfetta che lo fece finire dentro il bidone dell’umido.
“Lo muovi bene!” mi congratulai.
Ma no!” Mi sgridò lei “Avresti dovuto guardare la gamba. La mia gamba zoppa! Sto diventando agile, solo un anno fa quel gesto mi sarebbe stato impossibile”.

Poi, non la vidi più. Aveva venduto casa e si era trasferita. In una zona più bella, mi dissero i vicini, dove i cani avrebbero potuto scorrazzare liberi.

Infine mi dimenticai di lei. Fino a ieri, quando l’ho incontrata per puro caso mentre camminava per strada con un cane solo. Zoppicava veloce e disinvolta nel suo abito leggero a fiori. Si era fatta bionda.

(per associazione di idee: Fat Girl Walking: Sex, Food, Love, and Being Comfortable in Your Skin…Every Inch of It)

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