Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Alice Qi Wasabi, nata per il burlesque

burlesque

Chiara si è diplomata alla scuola per attori del Centro Universitario Teatrale di Perugia, dopodiché ha studiato musica e diversi generi di danza, specializzandosi in quella orientale. Ha riversato la maggior parte delle sue energie nei vari campi – artistici, tecnici e organizzativi – del lavoro teatrale e infine, tre anni fa, ha fondato assieme al compagno la Compagnia degli Gnomi di cui è regista, drammaturga e attrice.
Un curriculum di tutto rispetto.

Quando la incontro io, però, Chiara è seminuda. Indossa culotte azzurre e un curioso copricapo di anni Venti, attorno ai fianchi ha una nuvola di palloncini bianchi. Non si chiama nemmeno più Chiara, ma Alice Qi Wasabi.

Foto Claudio Pinchi

“Chi è Alice Qi Wasabi?”

Chiara ride. “È il lato burlesque della mia personalità”

Dichiaro il mio disorientamento. Credevo che il burlesque fosse un genere in voga qualche anno fa tra tra casalinghe annoiate. Ma Chiara ha pazienza e mi spiega

“Il termine burlesque deriva dall’italiano burla, perciò gioco, scherzo. È un genere di spettacolo che nei secoli ha assunto diverse forme, ma che mantiene questo nucleo di senso, anche quando viene sempre più ad identificarsi con lo striptease. Infatti tease sta per stuzzicare, prendersi gioco. E non è una moda, né un’arte passeggera: così come lo conosciamo il burlesque ha meno di un secolo, ma se teniamo in considerazione le forme di spettacolo che hanno preso questo nome e dalle quali derivano le forme attuali, allora possiamo dire che è nato in Inghilterra in epoca Vittoriana”

Foto Amedeo Ferrante 2012

“Tuttavia, dalle ricerche che ho fatto emergono racconti mitici e pratiche rituali antiche che, se venissero rappresentate oggi, verrebbero scambiate per burlesque, del genere più sperimentale.
Credo che se ne possa concludere che dietro tutto ciò c’è un’arte senza tempo. Ma, per quel che vedo, la sua forma attuale ha bisogno di una continua evoluzione e di una continua ricerca per poter resistere all’avvento mortale del cliché. Di fatto il burlesque è un’arte senza tempo e capace di trasformarsi negli anni, di sopirsi e risvegliarsi, anche a seconda delle rivendicazioni femminili. Proprio come le immagini archetipiche, muta ma rimane viva

Dragonfly Alice big

“Il burlesque, a differenza del classico striptease, non pone limiti alle corporature, né impone standard di bellezza. Quando tengo lezioni di burlesque incontro persone che sono interessate a riscoprire se stesse tutte intere, al di là dei cliché fisici. Tutto questo risveglia una particolare empatia tra donne: ognuna mette in gioco la propria esperienza, con tanta autoironia e risate di pancia”

L’incontro con Chiara aka Alice Qi Wasabi avviene in un oratorio dismesso, riportato alla luce grazie all’associazione Borgo Nuovo di Perugia  che ne ha curato i restauri per restituirlo alla cittadinanza.

Chiara, non ti sembra un po’ inopportuno il burlesque in questo contesto?

“Ma no!” Risponde con la sua bella risata di gola “C’è una varietà di luoghi che propongono serate di burlesque, dai locali di musica dal vivo ai ristoranti al di sopra di ogni sospetto. Ho potuto sperimentare, il burlesque è uno scherzo che si adatta ai teatri come ad eventi di genere diverso, soprattutto dove c’è musica. Esibirsi in un grande locale è emozionante, ma a volte contesti improbabili rendono lo scherzo ancor più stimolane”

Quindi continuerai con quest’arte

“Certamente. Mi piacerebbe mettere insieme una troupe di burlesque con la quale sperimentare i vari livelli narrativi e immaginifici di quest’arte. Un gruppo di almeno due donne e un uomo. Ho sperimentato duetti di burlesque in coppia con il mio compagno, a volte ho introdotto alcune allieve. Le possibilità comiche e narrative offerte dall’interazione nel burlesque sono decisamente vaste e, oggi, poco esplorate”

Per associazione di idee: Nell Kimball, Memorie di una maîtresse americana

(foto Amedeo Ferrante e Claudio Pinchi)

Share this Story
loading...