Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Alternanza scuola-lavoro all’estero: i vantaggi di questa scelta

Sono inciampata nella possibilità di svolgere l’alternanza scuola-lavoro all’estero per caso, mentre tentavo di porre rimedio a una delle mie mancanze genitoriali.
Dopo aver convinto Lara a studiare in un Paese straniero, avevo colpevolmente lasciato scadere i termini di presentazione della domanda; la ragazza, imbizzarrita, aveva chiesto allora che l’aiutassi a trovare un’alternativa altrettanto coinvolgente, formativa e in grado di calarla nella realtà del Paese ospitante senza farla sentire una turista. Avevamo subito escluso la possibilità di una vacanza-studio – lei perché troppo studio, io perché troppo vacanza – mentre la possibilità di svolgere parte dell’Alternanza scuola-lavoro all’estero aveva convinto entrambe.

Alternanza scuola-lavoro: cos’è, perché dovrebbe interessarvi


Nel caso pensiate che la mia sia stata la resa al capriccio di un’adolescente, sappiate che invece la cosa dovrebbe interessarvi: la Legge 107/2015 ha infatti sancito l’obbligatorietà dell’Alternanza scuola-lavoro per gli studenti degli ultimi tre anni delle scuole superiori, licei compresi. Sebbene venga richiesta coerenza tra le attività di lavoro e il percorso di studi dei ragazzi, non è detto che questa venga garantita: la mia chat di classe è piena di genitori che trovano nella misura solo del tempo sottratto alla didattica.

Ma quando devi confrontarti con una lingua straniera, una diversa cultura e un’esperienza tutta nuova, ecco che l’Alternanza scuola-lavoro assume valore di per sé.

Master Studio, ovvero: la quadratura del cerchio

La scelta mia e di Lara è caduta sulle proposte di Master Studio, per tre motivi:

  1. perché venivano suggerite anche località lontane dai circuiti del turismo di massa, eludendo così la possibilità di parlare solo Italiano;
  2. perché il rapporto qualità-prezzo era il migliore tra quelli presi in considerazione (e questo, quando si hanno più figli, è tanto, ma tanto importante);
  3. e infine perché l’Agenzia garantiva un’organizzazione scrupolosa, come volevo io, ma discreta, come piaceva a lei.

Lara ha così trascorso il mese di Luglio in Irlanda, a Cahersiveen: un borgo affacciato sull’Atlantico dotato di tutto quello che l’isola di smeraldo può offrire – panorami mozzafiato, castelli arroccati sulla scogliera, brughiere, suggestioni celtiche, gente entusiasta e cordiale.

Avendo scelto di soggiornare in famiglia per non perdersi neanche un minuto della quotidianità irlandese, la ragazza è stata ospite di Mrs Flanagan con la sua tribù di amici, nipoti e figlie da sposare, partecipando alla preparazione del matrimonio di una di queste.

Quel difficile equilibrio tra indipendenza, assistenza, responsabilità 

Dopo lo studio mattutino la ragazza veniva portata con un pulmino al Lobster Pub per la working experience come cameriera. Tra i professional duties: stordire di chiacchiere i clienti per far pratica di conversazione. Con dei momenti di maggior tranquillità, certamente..

La sera proseguiva con i compagni di corso per decidere le attività del giorno dopo: una scampagnata in bicicletta lungo la brughiera, un barbecue, una festa a scuola

Nel caso immaginaste un clima di anarchia adolescenziale, devo smentire anche questo: i ragazzi erano tenuti a rispettare poche regole ma non negoziabili, mentre sul consumo di alcolici il rigore era assoluto – vietati, sempre, pena il rientro a casa con disonore.

Per Lara, studentessa di liceo linguistico afflitta dalle insicurezze dell’età, la socievolezza irlandese unita a un lavoro che l’ha esposta al pubblico è stata una cura potente che me l’ha restituita presente a se stessa e con una rinnovata fiducia nelle sue capacità. (Genitori di adolescenti, so che coglierete le implicazioni della cosa: luce in fondo al tunnel, avvicinamento all’età adulta, vago senso di responsabilità.)

Le ore lavorate vengono certificate.
E si apre la strada a un futuro possibile

La working experience di Lara è durata 4 settimane per un totale di 60 ore lavorate e certificate al termine delle quali la ragazza ha ricevuto l’attestato da consegnare alla scuola, delle referenze da presentare per candidarsi a un eventuale futuro lavoro oltremanica – ché la vita è lunga e non si sa dove si finirà a finire – e un’infinità di avventure il cui ricordo la accompagneranno negli anni a venire.
Dunque, se temete che i vostri ragazzi possano finire a svolgere l’alternanza scuola-lavoro languendo davanti a una fotocopiatrice, date un’occhiata qui.
Di niente!

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