Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Amore e dintorni

amore

“E dunque, è stato bello?”

“Bello? Mah. Hai presente quei film in cui il protagonista torna indietro nel tempo ma mantiene la consapevolezza e l’esperienza della sua vera età?
Ecco, è stato così. Eravamo di nuovo insieme, passeggiavamo per le stesse vie, ci tenevamo per braccio come allora.
Avevamo di nuovo vent’anni e diversi discorsi lasciati in sospeso. Perché noi ci siamo voluti bene davvero, con tutta la passione e l’assolutismo della nostra gioventù, quando ogni volta è la prima volta e ogni volta è per sempre.
Solo, non era stato per sempre. Uno dei due s’è stancato e ha tradito le promesse fatte all’altro.
Di quel periodo ho dei ricordi confusi: una camminata sotto la neve alle 4 di mattina dentro una città addormentata e le sole impronte dei miei passi senza rumore. Le lacrime. Il senso di amputazione, la paura di non saper più bastare a se stessi. E la rabbia, Dio quanta rabbia! Niente di quello in cui avevamo creduto era stato vero. È una sensazione difficile da metabolizzare. Mi ci sono voluti vent’anni”

“E lui?”

“Ci sono voluti vent’anni anche a lui, ché la vita è stata meno facile di quanto avevamo sperato, per entrambi. In mezzo ci sono stati matrimoni, divorzi, figli che non sono arrivati e altri arrivati da persone sbagliate, lavori mai iniziati, aspirazioni tradite, sogni nel cassetto rimasti a macerare. Vita normale insomma. Noi, invece, avevamo vissuto il sogno”

“E avete…?”

“No. No, no, non è successo niente. C’è stato un bacio, però”

“Wow!”

“No, ma che wow. Eravamo un uomo e una donna di mezza età che si erano ritrovati dopo quasi trent’anni con tutto il disincanto e gli acciacchi dell’età. Nessuno dei due sapeva come erano nate le rughe attorno agli occhi dell’altro, nessuno si era più chinato sull’altro per abbracciarlo, consolarlo, incoraggiarlo. Non sapevamo attraverso quali pasti erano cresciute le nostre pance, non conoscevamo le gioie e i problemi che l’altro aveva attraversato.
No, non è stato un bel bacio. È stato un bacio fuori tempo massimo e aveva il sapore di cose che ci eravamo lasciati alle spalle. Sapeva di vecchio, come un bel maglione lasciato troppo a lungo sotto naftalina. Magari lo vorresti indossare ma ormai  è fuori moda, e puzza”

“Come è finita?”

“Niente. Ci siamo ripromessi di sentirci presto. Ma nessuno dei due ha dato  il proprio numero  di cellulare all’altro”

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