Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Amore di lunga distanza

amore di lunga distanza

“Dipende dal tipo di visione che uno ha del matrimonio, sai.
Se ne ha una visione ancora fresca – magari è sposato da poco, magari è ancora legato a quell’ideale di amore che si ha nell’adolescenza o magari, diciamolo, è anche un po’ disposto a contarsela su – immagino che trovi assurda l’idea di continuare a stare insieme dopo un tradimento, perché attribuisce alla fedeltà sessuale un’importanza enorme.

A maggior ragione, poi, se sta insieme all’altra persona fin da giovanissimo, com’è successo a voi: suppongo che l’essere praticamente cresciuti insieme crei una sorta di simbiosi nella quale può sembrare inconcepibile che si inserisca un elemento estraneo.

Di solito, però, chi il compagno della vita l’ha raccolto a metà del cammino – come ad esempio è successo a me – non ha una visione così trascendente dell’amore, perché sa che va e viene.

Quando mi sono fidanzata con mio marito avevo quasi trent’anni. Avevo avuto altre storie, naturalmente, talvolta ero stata davvero molto innamorata e così era stato anche per lui. Eppure, questi uomini che avevo tanto amato ormai mi erano indifferenti: al massimo potevo essere rimasta affezionata a qualcuno di loro come ci si affeziona ai bei ricordi del passato. Intenerita dall’immagine di me stessa giovane e appassionata, insomma.

Ma quando incontrai quello che è diventato mio marito avevo ormai capito che la passione, per quanto sia totalizzante, prima o poi passa e viene sostituita da altro: l’affetto, la complicità, quello che si è riusciti a costruire insieme. Il patrimonio comune di mille esperienze e ricordi condivisi. E che tutto questo, se è di buona qualità, è più che sufficiente a tenere insieme due persone. Mentre il sesso non è assolutamente in grado, da solo, di tenere insieme due persone per la vita.

E allora, se devo fare un bilancio, quale delle due cose alla fine conta di più?

Poi capisco che per chi viene da esperienze di vita diverse questo ragionamento può essere impossibile da accettare: probabilmente come io non riuscirei mai ad accettare l’idea che i miei figli – le uniche persone al mondo che abbiano condiviso con me ogni momento della loro vita, gli unici verso cui provo questa forma di amore totale – un giorno mi disconoscessero come madre.

Un atteggiamento tollerante verso l’infedeltà sessuale secondo me non presuppone necessariamente che uno sia intenzionato a rendere la pariglia o che l’abbia già fatto, ma presuppone che la persona sia abituata a vedere se stesso e il proprio partner come “io” e “te“, non come “noi”. Il mio non è un giudizio di valore, non dico che un caso è meglio dell’altro: sono solo due modi diversi di vedere le cose”

Quando si hanno condiviso vite, progetti, figli, mutui e speranze, ha davvero importanza l’uso che la coppia fa dei propri genitali? Secondo me, non molta.

 

( Per associazione di idee: Esercizi d’amore di Alain de Botton. Illustrazione di Burabacio)

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