Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Amore, poesia e presbiopia: storia di Silvia Vecchini

“Le poesie di Silvia Vecchini e i disegni di Sualzo mi commuovono sempre. Sarà che mi sembra più facile parlare di cose lontane, difficili, grandi, assolute mentre è così difficile amare il piccolo, il quotidiano, la vita di tutti i giorni. A loro riesce benissimo”
(Sabrina Ferrero Burabacio)

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Ho incontrato Silvia Vecchini all’uscita di un supermercato – luogo prosaico per una poetessa – carica di figli, mariti e pacchetti. Non ci eravamo mai viste prima.

“Scusa, ma quanti anni hai?” ho esordito. Non esattamente la prima cosa da chiedere a una donna ma ero sinceramente sorpresa che Silvia – come in certe pubblicità televisive dove mamme ventenni hanno figli adolescenti – sembrasse coetanea della figlia maggiore.

Ne ha pochi, pochissimi. E in questo breve lasso di tempo Silvia ha costruito una vita che le somiglia e che era tutto ciò che desiderava da quando era ragazzina.

“Come l’hai reso possibile?” È stata la mia seconda domanda. Lei ha risposto usando un solo pronome: noi, ché la sua vita personale e professionale è inscindibile da quella di Antonio Sualzo, scrittore e disegnatore.

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“Ci siamo conosciuti che io avevo diciassette anni, lui ventitré. Abbiamo fatto tutto un po’ presto ma io avevo una gran fretta di averlo con me, di sposarmi e di avere dei bambini. Era la persona giusta e non mi andava di aspettare di avere i conti a posto. Per me, se c’era lui, quadrava tutto. Il resto sarebbe venuto e così ci siamo sposati.

Dopo qualche mese, mentre finivo gli studi, aspettavo la mia prima figlia e frequentavo un corso di formazione (lungo, estenuante, inutile) e Antonio lavorava come operatore sociale, ci è venuto in mente che era ora di provare a fare quello che ci piaceva e cioè lavorare insieme. Antonio aveva sempre disegnato, io volevo scrivere.

Abbiamo iniziato proponendo delle piccole cose per i musei. Il giorno in cui è nata Beatrice (che ora ha sedici anni) abbiamo mandato in stampa il primo lavoro. Siamo tornati dall’ospedale con una bambina increduli che potessimo davvero portarcela a casa, la cucina piena di scatoloni di cartoline, di blocchi a cui mettere la spirale, di puzzle da confezionare… un delirio. Però ci è piaciuto e abbiamo continuato sia a fare figli che a lavorare insieme.

La prima scrivania era in camera di Beatrice, accanto al suo lettino. Non potevamo stampare quando dormiva perché il rumore l’avrebbe svegliata. Bisbigliavamo davanti al video e maledicevamo la linea lentissima.

Qualcuno mi chiede perché ho scelto di diventare mamma quando ancora avevo tante cose da fare, sistemare, raggiungere. Semplicemente era quello che volevo, che sentivo di voler realizzare liberamente, senza essere troppo condizionata dalla paura del futuro. Sentivo che sarei cambiata anch’io e mi piaceva, mi sentivo pronta.
Diventare mamma è stato per me meraviglioso, duro, difficile, rivelatore.
Mi è capitato di scrivere anche in attesa. Pochissimi versi, un’eccedenza di emozione e lucidità che traboccava.

Amore del mio grembo
stella radiosa e profonda
mi copri col tuo lucore, piccolo
scudo, niente mi turba, il cuore
è un uovo
senza ferita, sicuro.

*

Il pianto la fame la cura il sonno.
Il giorno ruota attorno a questo sole.

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Oggi abbiamo tre figli , io scrivo per bambini e ragazzi per diverse fasce d’età, diverse case editrici e qualche rivista, un lavoro che mi piace moltissimo.
Fortunatamente scrivo ancora poesie e ho anche la fortuna di pubblicarle. Faccio incontri e laboratori a scuola, biblioteca, libreria. Antonio fa l’illustratore (a volte illustra testi miei e altre volte no) e soprattutto fa fumetti, la cosa a cui teneva di più e la cosa più difficile. Fare fumetti richiede tanto lavoro e tanto tempo. È una grande fatica perché, almeno per noi, occorre contemporaneamente lavorare al resto. Ma lui è bravo e tiene insieme tutto.

Insomma, se il nostro lavoro è più che precario da  sedici anni e altrettanto vero che stiamo facendo la cosa che volevamo tanto fare quando ci siamo conosciuti e la stiamo facendo insieme. Questo per noi è fonte di grande allegria e gratitudine l’uno nei confronti dell’altro.

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Ci siamo assecondati a vicenda, stimolati, incoraggiati, consolati, sostenuti. Le nostre scrivanie sono praticamente attaccate, lavoriamo in uno studio che ci siamo ricavati in casa, la stampante può fare rumore quanto vuole e noi ancora malediciamo la linea lentissima che ogni tanto si inchioda. Basta salire le scale per trovarsi nel turbine del caos quotidiano.
Ma è una dimensione che ci ha aiutato a stare dietro ai figli, tutti e due. A volte è un po’ faticoso (nella pausa pranzo si cucina, rassetta, magari si fa una lavatrice o si ritira il bucato) ma nel frattempo ascoltiamo i racconti di scuola, misuriamo la febbre, rimproveriamo, ridiamo, conosciamo i loro amici.

Ogni lunedì condividiamo in rete, attraverso la pagina fb della trasmissione radiofonica Caterpillar, una poesia in una tavola a fumetti.

È un esperimento, un progetto in cui ci mescoliamo.
Funziona così: Antonio pesca tra lei miei versi e fa una lettura personale strutturando al tavola a partire da quella poesia. È come se ne “scrivesse” una parte scegliendo di fare un controcanto, a volte costruisce una seconda storia, sottotraccia.

Ne facciamo un breve video, sonorizziamo e chiediamo in prestito la voce a un bravo attore, Bolo Rossini. È divertente perché Antonio mi fa vedere il risultato della sua tavola a cose fatte e così ci lasciamo un margine di sorpresa. Per me poi è molto stimolante perché con questa occasione la poesia esce un po’, si va a fare una passeggiata e raggiunge anche chi di solito non legge e non compra libri di poesia.
Poi le raccogliamo tutte qui sperando che un giorno diventino un libro.

Ci saranno ancora tanti libri per bambini e ragazzi. Parole e immagini, pagina dopo pagina. Contenti che, mentre si lavora, si continui anche a scrivere una storia. La nostra”

I link ai loro ultimi lavori: Fermo, Gaetano e Zolletta, Fiato sospeso, Isabella & Co. Il mistero dei pesci mutanti e infine il mio preferito: Poesie della notte, del giorno, di ogni cosa intorno

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