Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Bee Happy Ideas : la quarta vita di Paola

“Sai qual è il bello di questa storia? È che sono riuscita a dare vita alle mie passioni a un’età in cui i giochi sembravano fatti, le professioni decise”

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Paola De Pascale ha 47 anni, due figli, un marito e quattro vite.

Nella prima è stata veterinaria. “Ho lavorato come veterinario per dieci anni amando ogni minuto del mio lavoro, ma poi si sa come vanno le cose: i figli, la famiglia, gli orari..”

La sua seconda vita Paola la trascorre in un’azienda farmaceutica, dove rimane per sei anni “Cioè finché sono stata coinvolta da un’amica nella sua attività di pubbliche relazioni e organizzazione di eventi. Doveva essere una collaborazione occasionale, è diventato il mio lavoro. Questa è stata anche la mia terza avventura professionale, intensa e gratificante.
A questa attività da pochi mesi ho affiancato la
quarta: Bee Happy Ideas

Questa parte della storia voglio raccontarla io.

Qualche mese fa Paola mi scrive nella chat di facebook: “Sto facendo una cosa pazzesca” e mi manda una serie di foto con delle pochette bellissime in paillettes color argento, nero, bronzo. In un primo momento penso che si tratti del suo ultimo acquisto: Paola ha un senso estetico fuori dal comune, il suo guardaroba è ricco di capi eccentrici che indossa con disinvoltura. “Dove l’hai comprata?” le chiedo. Le produco io, risponde.

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La scorsa primavera mi ha intercettato un’amica che aveva appena concluso un corso per diventare designer e non sapeva bene cosa fare di se stessa. Come molte mamme, anche lei si trovava nell’impasse di dover conciliare famiglia e lavoro e aveva deciso di reinventarsi. Così, un po’ per gioco, ho disegnato una pochette morbida che avrei voluto per me stessa, paillettes fuori e interno in ecopelle. Lei ne ha prodotti diversi esemplari che ho portato nelle boutique in conto vendita. Sono andate a ruba”

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Non ne sono sorpresa. Le pochette sono bellissime, fatte a mano, curate nei dettagli. Va bene, Paola. E poi?

“E poi siano passate alla produzioni di capi più complessi. Abbiamo trovato una fornitrice che ci procura  stoffe africane bellissime – nigeriane perlopiù, ognuna un pezzo unico – e ne abbiamo fatto tubini, gonne a ruota, a sigaretta, tute, pantaloni. Ancora: lavoriamo molto il tulle di seta: realizziamo gonne in infinite sfumature di colore, niente a che vedere con i prodotti acrilici low cost. Sono capi molto versatili e apprezzati dalle clienti che li indossano sia per andare in ufficio, sotto una giacca o una t-shirt, sia per le serate importanti”

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Avete presentate ufficialmente le vostre collezioni?

“Sì, lo scorso giugno. Ho creato un evento presso una fabbrica dismessa a Trezzo sull’Adda, un luogo suggestivo in grado di esprimere sia il  carattere contemporaneo della nostra produzione, sia il richiamo con la tradizione: l’ex fabbrica è un luogo molto amato dalla gente del posto e la location si prestava a un’operazione di recupero del territorio. Ci aspettavamo una quarantina di persone, ne sono arrivate più di cento. Questa presentazione ha fatto da volano all’attività: abbiamo avuto commesse e trovato contatti, oltre che una conferma sul gradimento della nostra produzione”

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State già lavorando alla collezione invernale?

“Da mesi! Nella nuova collezione abbiamo inserito materiali nuovi. Le pelli, innanzitutto, ma anche velluti, damaschi, sete”

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Ogni capo è realizzato a mano e su misura. Come riuscite a far fronte agli ordini crescenti?

“Al momento stiamo ancora tenendo il basso profilo – e questo è anche il motivo per cui non abbiamo ancora sviluppato un e-commerce – proprio per rispettare i tempi di consegna, ma a partire dalle prossime settimane dovremo dare nuova struttura alla società e inserire nuove figure professionali”

Un’ultima domanda: da cosa nasce il nome, Bee Happy?

“Bee è l’acronimo derivante dal nome della mia socia e le sue due figlie. Happy perché.. ti sembro triste?”

Per i contatti: Paola De Pascale beehappy.ideas@gmail.com

(Per associazione di idee: La moda: Una storia dal Medioevo a oggi )

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