Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Donne e bellezza: così parlò Luca

bellezza-magnani

«Cosa?? Punturine sul viso? Veleni che paralizzano i muscoli? Sangue centrifugato e reiniettato? Dermaroller, cioè? Rulli a 500 aghi da passare sulla pelle del viso per renderla ricettiva a cosa!? Siete sceme.»

[Scuote la testa e sospira. Rimane in silenzio. Riprende.]

«Sai cosa dovreste fare voi donne? teatro. Dovreste essere tutte obbligate a calcare il palcoscenico dai.. Diciamo dai quarant’anni in su. Prima no, a meno che non siate davvero belle. Attenzione, però: non belle come intendete voi, sai, l’ideale estetico di Instagram fatto di pelli a grana fine e sorrisi trattenuti. Il bello teatrale è diverso, i visi devono essere espressivi, mobili, imperfetti. Mia moglie ad esempio. Sai cos’è che mi piace di più in lei? Le sue nasolabiali. La  mattina  si guarda allo specchio corrucciata mentre tenta di distenderle con le dita, minaccia operazioni di chirurgia estetica, sbuffa. Lei le odia le sue rughe, invece io mi sono innamorato di quelle prima ancora di conoscerla, va’ a sapere perché. Forse perché lasciavano intuire una persona allegra, gioiosa, capace di ridere forte. Oppure, boh.

Sai quando noi uomini diciamo: ahh però Belen, però Gisele, sono bellezze assolute. Sì, va be’, lo sono, ma mica ci innamoriamo di loro. Ci innamoriamo della vicina con gli occhiali, invece, o della compagna di corso che ha la fossetta su una guancia sola. Della ragazza piccola che ci intenerisce, di quella enorme che ci fa sentire protetti come Adamsberg con il commissario Violetta Betancourt. E no, non è la volpe e l’uva. Se passa Belen la si guarda con desiderio, certo, come no, ma qui si sta parlando d’altro. Si sta parlando dell’innamoramento, di quel particolare rende una donna ordinaria – e solo quella – straordinaria. Una donna che ci fa innamorare. Insomma, si parla di alchimia, che con la bellezza come la intendete voi non c’entra niente. È l’alchimia quella che rende belle le attrici, è per quella che Anna Magnani  diceva al truccatore lasciami le rughe, ci ho messo cinquant’anni a farmele venire. Insomma, non so se sono stato chiaro. Altro che rulli, altro che aghi sul viso. Lasciatelo dire a me che la bellezza la devo portare in scena: voi donne non ne capite niente.»

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