Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Caterina, in fuga dalla città

caterina-bernardi-fattoria-aurora

Si chiama momento-agriturismo e di solito si manifesta durante l’euforia etilica di un dopopranzo con gli amici.
È quell’attimo di torpore in cui tutto sembra possibile e si fanno grandi propositi – che poi è uno solo, sempre lo stesso: lasciare tutto e trasferirsi a vivere in campagna.
Di solito passa col ruttino dell’avvenuta digestione.
A Caterina Bernardi, però, non è passato. Lei l’ha fatto veramente di lasciare gli happy hour di Milano e la movida dei Navigli per trasferirsi in montagna, a Caldirola: “un posto meraviglioso e sperduto, che nessuno sa dov’è” tra le montagne dove si uniscono Liguria e Piemonte, a mille metri d’altezza.

Qui Caterina e Teo lavorano nella loro fattoria, L’Aurora, e è nata Raia, moderna Pippi Calzelunghe che d’estate insegna ai bambini di città come si vive da montanari.

caterina summer camp

“La mia vita in fattoria è iniziata quando avevo 21 anni. Prima ero una studentessa lavoratrice” racconta Caterina “Nei mesi freddi facevo la babysitter e l’hostess in fiera, d’estate lavoravo nei campus per bambini e studiavo. Nei week end mi precipitavo in campagna dove spendevo tutti i miei risparmi per andare a cavallo, l’unico genere di frequentazione che davvero mi interessasse”

“L’idea di vivere in campagna e avere tanti animali è nata quando avevo solo cinque anni, quindi si può dire che ne abbia impiegati almeno 16 a realizzarla! Dopo il liceo ho studiato Scienza della Formazione Primaria all’università, ma sapevo già che non avrei mai potuto lavorare tra le quattro mura di una scuola. Così, sei mesi dopo il mio trasferimento a Caldirola, ho aperto il ramo didattico della fattoria coniugando vocazione e formazione. C’è da dire che la fattoria già esisteva, l’aveva costruita 15 anni prima quello che ora è mio marito”

Ogni estate la fattoria didattica Aurora organizza summer camp settimanali a cui prendono parte bimbi dai quattro anni in su.

E in autunno, quando i summer camp finiscono, cosa fate?

“In questo periodo stiamo facendo legna sia per noi sia da vendere”

caterina bernardi_autunno

“Prepariamo la fattoria per l’inverno – isoliamo i tubi e le finestre delle stalle, stiviamo la paglia, il fieno e i mangimi vari. Io sto preparando i programmi per la fattoria didattica del prossimo anno, aggiorno il sito, scrivo e traduco per un editore inglese, infine sto insegnando a un corso finanziato dalla comunità europea per aspiranti conduttori di fattorie didattiche. Curiamo gli animali

maremmani al lavoro
“Al momento abbiamo 2 cavalli, 12 tra pecore e agnelli, 4 cani, 2 gatti. Di solito abbiamo anche pulcini e galline ma ce li ha sterminati la volpe, li riprenderemo a  primavera. Infine faccio lezione a Raia che, come sai, non va a scuola”

Come fai a fare tutto!

“Mi sveglio alle 4 e mezzo, come ogni buon contadino che si rispetti!”

E in inverno? Secondo me è in inverno che la fattoria acquista fascino. Lo dico a Caterina

caterina bernardi_inverno

“E’ così. I ritmi rallentano, rimaniamo un po’ isolati dal mondo, non viene più nessuno a trovarci, ce ne stiamo in silenzio a meditare sulla vita. Io scrivo (“Le storie della fattoria” e “Una bambina e tanti animali”, ed. Salani), cucio, programmo l’estate successiva. Teo costruisce cose, Raia fa scuola parentale con noi. E’ come se fosse un’altra dimensione. Lavoro ce n’è anche con un metro di neve. Però lento”

E non vi sentite soli?

No, la fattoria è in realtà un porto di mare. Ci lavorano persone provenienti da tutto il mondo! Siamo iscritti all’associazione WWWOOF e ad alcuni siti di volontariato. Le persone ci contattano per venire a fare dei periodi di vacanza, solo che anziché pagare ci offrono mano d’opera per fare i lavori di cui abbiamo bisogno nel periodo: dal nutrire gli animali al taglio della legna, dal togliere le erbacce al lavare i piatti della mensa dei bambini. Scelgo perlopiù persone straniere che si possano fermare almeno un mese, poi guardo le loro foto e di solito capisco al volo se sono adatte a noi”

Cosa mi piace di Caterina? Che è riuscita a fare quello che desiderava sin da bambina, una vita coerente con i suoi desideri più profondi.

Caterina, dimmi la verità: ti manca mai Milano?

“Mai. Mai, nemmeno per un secondo ho desiderato tornare indietro, e non solo: non ho mai neanche desiderato fare una serata in città. La mia vita lì si è consumata nell’attesa di andarmene a vivere in campagna. Non mi è mai piaciuto nulla della vita cittadina, non sono una tipa da locali, né da shopping, né da cinema. Torno a Milano due volte all’anno circa per tre giorni, faccio il giro dei parenti e degli amici e non vedo l’ora di andarmene”

Si può darle torto?

caterina bernardi_tramonto

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One Comment

  1. homecoming dresses sammydress

    20 novembre 2014 at 23:15

    Inspiring story there. What occurred after? Thanks!

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