Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Cinquant’anni (ma non l’ho presa benissimo)

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Mentre i miei coetanei festeggiano l’ingresso nella loro prima mezza età con grandi feste e turbinio di gente, io voglio solo silenzio.
Silenzio.
Voglio immergermi in pensieri tristi, fare l’elenco dettagliato delle occasioni mancate, quelle perdute per mancanza di coraggio, di energia, di lungimiranza. Voglio piangere e lagnarmi di quello che non è stato. Voglio ripensare alle rinunce fatte, ai treni lasciati passare nella convinzione ne sarebbero arrivati altri, e invece erano gli ultimi.
Non voglio l’allegria, oggi. Voglio crogiolarmi nella tristezza e nel rimpianto, invece. Voglio ripensare a tutte le volte che il sentiero migliore si è rivelato una strada senza uscita, agli errori di valutazione, alle sconfitte.

Devo ripulirmi.
Sono contenta che i miei amici sappiano celebrare degnamente i loro cinquant’anni. Quando lo fecero i miei genitori, con una festa piena di gente, io di anni ne avevo 25 e mi parevano vecchi.
Sono vecchia?
No che non lo sono. Ho un viso ancora fresco, la pelle tesa, capelli castani e una taglia 44. Ho la salute. Ma ho anche cinquant’anni. Appartengo a un altro secolo, un altro millennio. Faccio la conversione in lire dei prodotti che compro, ricordo Carosello, i giochi in cortile. Appartengo a un mondo che non esiste più.

“Brava, piangi” mi incoraggia Manuela via chat “Che palle ‘ste donne ferite e straziate che si sforzano di ridere! Piangiamo, invece. Piangere ci scarica, ci lava le ferite e ci lucida gli occhi. Che le nostre lacrime sommergano chi ci fa male. Farebbe bene a tutti piangere e sfogarsi un po’, ché saremo sì fatti di sorrisi e gioia ma anche di malinconia, tristezza e dolore. E abbiamo un’età per permetterci di vivere tutto questo”

Va bene, piangiamo allora. Davanti a me ho altri cinquant’anni per perdere treni, occasioni, incontri. Oppure viverli tutti, chissà.

(Per associazione di idee: Cinquant’anni e non sentirli )

(foto in licenza cc)

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