Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Claudia aka Elasti, la capostipite delle blogger mom

Nel firmamento del momblogging – un fenomeno talmente ampio e variegato da costituire un vero e proprio genere letterario – tre sono le stelle a brillare: Claudia De Lillo di Nonsolomamma, Enrica Tesio di Tiasmo e Chiara Cecilia Santamaria di Machedavvero.

Alle prime due ho chiesto un’intervista, alla terza non ci penso nemmeno ché è giovane, magra, bionda naturale – e insomma, a tutto c’è un limite.

Elasti
Claudia ha accettato con un sorriso (la risposta è arrivata via chat ma si capiva benissimo che stava sorridendo, sono cose che si colgono nella filigrana dei pixel) e io mi sono sentita come Courtney Cox quando viene invitata sul palco da Bruce Springsteen

Claudia, abbiamo vite simili: un marito all’estero, figli in numero di tre. Questo per dirti che mi immedesimo in quanto scrivi e quando qualcuno si prende la briga di giudicare la tua vita e i tuoi equilibri familiari, soffro. Come affronti le critiche dirette a te o ai tuoi cari?

I primi anni ci rimanevo malissimo.
Magari ricevevo commenti affettuosi e partecipi ma bastava un solo commento malevolo tra cento gentili per farmi sprofondare nello sconforto. Poi mi sono accorta che i meccanismi di chi interveniva in maniera cattiva erano sempre gli stessi e nel tempo ho imparato a prendere le distanze dal personaggio che emergeva dal blog, Elasti. Chi si esprimeva in maniera malevola e giudicante lo faceva verso Elasti e non verso me.

– Capisco. Le mie amiche lo chiamano “effetto feritoia”: credi di conoscere tutto di una persona in base a quanto racconta in rete, in realtà conosci solo quello che viene detto, che è una minima parte.

Esatto. Della mia vita faccio filtrare episodi, momenti particolari, ma rimane comunque protetta.

– E il tuo primogenito come reagisce alla tua esposizione mediatica? Te lo chiedo perché la mia sedicenne ogni tanto mi sgrida per aver raccontato cose che a me sembravano innocue. Tipo che è appassionata di Violetta

Tieni conto che i miei sono maschi, l’approccio è diverso. Di fatto sono disinteressati a quello che faccio, lo considerano un lavoro come un altro, senza particolare attrattiva. Non voglio sminuire il mio lavoro ai loro occhi, ma cerco comunque di darne un’immagine quanto più possibile prosaica.
Per loro il blog-  e quello che ne deriva – è semplicemente il lavoro della mamma. Non mi ascoltano in radio la mattina, non partecipano alle mie presentazioni, non li porto in pubblico.. anzi, adesso che ci penso forse sono fin troppo estraniati [ride]. Peraltro ho sempre fatto in modo di separare la mia vita dal blog: Io ho scelto di espormi ma loro no, quindi cerco di mediare tra queste due esigenze e “proteggerli” coinvolgendoli il meno possibile.
Ora che sono più grandi capiscono immediatamente quando quello ci accade finirà nel web, dicono che mi viene il tipico sguardo da blog.
Chiedo sempre loro il permesso quando voglio parlare di qualcosa che li riguarda direttamente, specialmente al più grande che è in preadolescenza e questo suo coinvolgimento inizia a infastidirlo. Nove volte su dieci me lo vieta.
Diverso è il discorso su mio marito [Claudia ride e rido anche io. So benissimo cosa sta per dire anche se non l’ha ancora fatto. L’ho già scritto, vero, che abbiamo vite molto simili?] Mio marito è quello mi tiene con i piedi per terra quando qualcosa mi esalta. [Non aggiungere altro Claudia, so cosa intendi. Anzi, cambiamo discorso]

Quando hai aperto il blog, nel 2006, ti aspettavi un simile successo?

Assolutamente no. Però, a essere sincera, lo speravo: scrivevo di economia e finanza e quel mondo fatto di numeri mi stava sempre più stretto. Il blog ha avuto una partenza lenta, graduale. È stato un articolo pubblicato su Grazia a farlo conoscere al grande pubblico. Dopo quell’articolo sono aumentate le visite e due case editrici – Rizzoli e Tea – mi hanno chiesto di pubblicare. Ho scelto Tea e nel 2008 è uscito il primo libro, nel 2010 il secondo. Quest’anno ho pubblicato Dire, fare, baciare per Feltrinelli. Nel frattempo è arrivata la collaborazione con La Repubblica, poi ancora Caterpillar su Rai Radio2 e molto altro ancora.
Tutto sommato è stato un bene che il blog abbia avuto una partenza così graduale perché questo mi ha permesso anche di – come dire – affinare la mia disciplina nello scrivere, definire la mia professione in un mondo così diverso dal giornalismo finanziario

Milano, 27/02/2012 Nella foto: Claudia De Lillo Ph Taddei / CLICPHOTO

– Non hai mai fatto pubblicità né post sponsorizzati. Non è una domanda, è un’affermazione

No, in effetti no. Non mi piacerebbe, mi sembrerebbe di tradire i lettori inserendo pause pubblicitarie in post comunque sempre un po’ intimi, dentro un blog che ha una connotazione fortemente personale. Però mi rendo conto di avere un reddito che mi permette di poter scegliere in questo senso. Non demonizzo assolutamente chi decide di fare diversamente, il mio non vuole essere un giudizio di merito.

–  Che evoluzione avrà il blog?
[ride] È un po’ come chiedere che evoluzione avrà la mia vita. Boh! Continuerà a seguirne il flusso degli accadimenti finché ci saranno persone che vorranno continuare a leggere. Ti ho detto che in passato c’è stato chi era convinto che dietro Elasti ci fosse un’intera redazione? Eppure è successo. Ho una vita ben strana.

Capisco, Claudia. Te l’ho mai detto che abbiamo vite simili?

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