Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Elogio dell’uomo normale

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“Non è bellissimo?” Chiede Monica indicando col mento il tizio nel reparto verdure.

Guardo.

Avrà cinquant’anni e i capelli grigi, la pancia, il sedere piatto e tante rughe attorno agli occhi.

Monica ha ragione, è proprio bellissimo.

Con un uomo così deve essere bello fare la spesa, cucinare lo spezzatino, guardare un film. Svegliarlo quando è ora di andare a letto e s’è addormentato sul divano.

Un uomo così ti aspetti che ti prenda il viso tra le mani incurante delle zampe di gallina, che ti stringa a sé con quell’amore che viene dalla condivisione degli affanni quotidiani.

Un uomo così ti aspetti che dica frasi come “Ti faccio vedere una cosa“, “Partiamo?”, “Cosa vuoi per cena?

Una pancia di quel volume deve essere stato bello vederla crescere.

Un viso come quello, con quelle rughe, te lo immagini sorridere a un bambino. Quelle mani dovrebbero sollevare la spesa, appoggiarsi alle tue spalle, versarti del vino.

“Ma siete sceme!?” interrompe la figlia sedicenne “È assolutamente ordinario. Così banale. Io sogno il principe azzurro”

Sogna pure il principe azzurro, ragazzina. Noi vogliamo il re

(foto da Umani a Milano)

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