Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Espadrillas: le scarpe povere che hanno conquistato le passerelle

L’estate è tornata e, come accade puntualmente ogni anno, non appena il caldo comincia a farsi sentire si rispolverano le scarpe più amate di sempre: le espadrillas. I modelli di espadrillas sono tanti, ma ci sono due caratteristiche che li accomunano tutti: la suola in fibra naturale intrecciata e la tomaia in tela. La semplicità e versatilità di queste particolari calzature hanno contribuito alla loro veloce e capillare diffusione, conquistando tutti anche ai giorni nostri.
Ma come sono nate le espadrillas e in che modo sono diventate così famose in tutto il mondo? Scopriamolo insieme.

Le origini umili delle espadrillas

Forse non tutti gli amanti di queste scarpe tipicamente estive (e ottime per le roventi giornate al mare) ne sono a conoscenza, ma le loro origini sono più antiche di quanto si possa pensare. Tutto comincia infatti nel XIV secolo nella zona dei Paesi Baschi, al nord della Spagna e a breve distanza dalla Francia, dove i pescatori del luogo sono soliti indossare queste particolari calzature fatte con lo sparto (espart), in quanto si adattano bene al clima secco. Il termine “espadrillas” proviene infatti dal catalano espardenya, parola che indicava proprio quelle calzature realizzate utilizzando questa pianta flessibile e resistente, che si prestava bene per fare le corde che formano la suola.

La svolta che ha aperto le porte al successo

A questo punto la domanda sorge spontanea: come hanno fatto delle calzature così povere ad arrivare sulle passerelle degli stilisti più amati di sempre? Per trovare una risposta dobbiamo tornare al 1927, anno in cui Luis Castañer e suo cugino Tomas Serra decidono di cominciare a produrre le espadrillas (note anche come alpargatas) nella città di Girona, in Catalogna. La vera svolta arriva però dagli anni Quaranta in poi, quando le personalità più in vista di quei tempi (Jackie Kennedy, Salvador Dalì, Grace Kelly e Brigitte Bardot, tra gli altri) scelgono di indossare queste particolari scarpe. Si pensi che persino i soldati in guerra utilizzavano le espadrillas, fornite dal regime franchista che ne nazionalizza la produzione in quanto potevano essere indossate in ogni stagione.

Nel 1972, poi, i coniugi Lorenzo e Isabel Castañer si trovano a Parigi ed è qui che incontrano Yves Saint Laurent, che chiede loro di realizzare delle espadrillas con una zeppa alta 5 centimetri. Questo particolare modello spalanca ufficialmente le porte del successo, inaugurando l’ingresso delle umili espadrillas nel mondo della moda

A questo punto immagino vogliate sapere quante paia ne possegga: una decina, grazie per avermelo chiesto. Sono le mie scarpe preferite: si acquistano con pochi euro scegliendole in base all’umore del momento, si indossano fino agli ultimi giorni di settembre, si buttano senza sensi di colpa per ricominciare daccapo la primavera successiva. Non è meraviglioso?

Share this Story
loading...