Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Facebook per cinquantenni: usi e abusi

Avete tra i quaranta e i cinquant’anni? Allora i social vi inibiscono.
A dirlo è Mattia Salvia, opinionista giovane e supercool affetto da barbetta e polluzioni notturne che si premura di spiegare ai noi vecchi come gira il mondo. Ho scritto: spiega? Scusate, non volevo. Mattia ce lo impara – so che cogliere la differenza.

Cosa fanno i cinquantenni su facebook? I timidoni, principalmente. Si augurano buongiorno e buonasera attraverso meme pieni zeppi di tazze fumanti, fiori e gattini. Se si sentono particolarmente ispirati osano Snoopy e Linus che dicono cose sagge girati di spalle – Mafalda che agita il pugno in caso di signore in preda a paturnie da mezza età.
(Nel caso voleste fare bella figura con gli amici allego delle immagine che potranno esservi di aiuto. Fatevi spiegare da un figlio o nipote come si caricano)

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Parlando seriamente: cosa rispondere a Mattia? Che il coding è stato inventato dai ventenni di trenta anni fa? Che sono gli educatori ultraquarantenni a battersi maggiormente per introdurre la cittadinanza digitale nelle scuole? Che sono sempre loro a insegnare la programmazione ai ragazzi? Che la rete è colonizzata da gente che comunicava via MSN messenger quando lui ancora sporcava pannolini? Che è statisticamente più probabile che siano i bimbiminkia in barbetta e faccino furbino a scattare selfie, postare gattini e abusare dei puntini di sospensione?

Io, cinquantenne, se avessi avuto il buon Mattia tra i contatti nella sua fase-menopausa lo avrei serenamente messo in ignore.  Ho comunque voluto  l’opinione di due insider: quella Barbara Alaimo, cinquantenne mentor e cofounder di Coderdojo Milano, e di Walter Vannini, Founder di Coderdojo Pesaro.

“A me che di anni ne ho 53 non passa nemmeno per la testa di associare l’idiozia a una specifica fascia sociale o demografica” ha scritto quest’ultimo sulla sua pagina facebook superando imbarazzi e timidezze. “Forse la maturità insegna questo: finché credi che nel club dei fighi si entri per nascita, stai solo aspettando fuori.”

E tu, Barbara, che ne pensi?
“Io e Walter abbiamo contribuito alle ECHO: regole etiche ed educative di Coderdojo. La prima regola di coderdojo è Above all, be cool

Ed è quella che impedisce alle persone di buon senso di rispondere al figliuolo. Pazienza, vorrà dire che lo farò io:

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Per associazione di idee: Lasciate ogni speranza voi che taggate di Alessandro Locatelli

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