Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Fashion blog per giovanidentro, ovvero: lo stile secondo Anna da Re

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Anna da Re è una persona poliedrica: digital PR per Mondadori, appassionata di sport invernali, di viaggi, di moda, di knitting, di web, cura ben due un blog: il primo, Ciabattine , è  dedicato a Milano mentre  il secondo, chicafterfifty, è il suo ultimo progetto – un fashion blog dedicato a donne giovanidentro.

Le sue tante attività richiedono calzature comode, passo svelto, sorriso pronto. Che Anna si diverta lo si nota  persino attraverso i pixel.

Infine Anna è coraggiosa: ha pubblicato una sua  foto in crocs verdi, santo cielo!

Anna, perché scrivi anche in inglese?

Ho scelto di scrivere in italiano e inglese perché volevo che il mio blog fosse accessibile anche da Stati Uniti e Gran Bretagna, che sono due paesi che in genere guardano all’Italia per dei suggerimenti di stile, e un po’ da tutto il mondo.

Una domanda che ho posto anche a Stefania Fornoni: l’abito fa il monaco?

È sicuramente eccessivo dire che l’abito fa il monaco, ma è vero che il modo in cui ci si presenta conta molto. Non a caso gli inglesi dicono You never get a second chance to make a first impression

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Indossi serenamente DcMartens, Blundstone e Converse, e tutto su di te acquista senso.  Pensi che esistano ancora regole in base alle quali declinare il proprio guardaroba una volta raggiunta la mezza età? 

Esistono sicuramente delle regole non scritte secondo cui veniamo giudicati. Ma soprattutto secondo me è il modo in cui ci si sente e ci si pone nei confronti degli altri, che cambia con l’età e che si esprime anche nel modo in cui ci vestiamo.
Una volta raggiunta la mezza età si può avere una personalità ben definita e precisa, scegliere gli abiti e gli accessori indipendentemente dal gusto dei più, non avere bisogno di piacere agli uomini a tutti i costi… Io credo che con gli anni la libertà, la sicurezza, la scioltezza che si guadagna vale quanto la giovinezza che si perde. È una visione ottimista, sì

Come si può evitare di diventare la parodia di quello che siamo state?

Crescendo dentro prima di tutto. Se si cambia dentro di sé poi si cambia per forza anche fuori, anche nel vestire, nel pettinarsi, nel camminare…”

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Aiuto! Sono circondata da cinquantenni monelle e vagabonde in magliette stretch e jeans skinny.  È ancora possibile invecchiare con grazia?

È possibile invecchiare con grazia. Molto più di una volta, secondo me. Bisogna essere se stesse, imparare ad accettare che le stagioni della vita sono diverse e tutte hanno le loro cose buone. Conoscere se stesse è sempre il primo passo. È un lavoro, a cui però secondo me è molto bello dedicarsi. Per quanto riguarda i colori, io credo sia vero quello che diceva mia mamma, che il nero invecchia. Io lo trovo ancora molto bello per le occasioni eleganti e importanti. Per la vita di tutti i giorni i colori sono belli; ma ognuno ha i suoi favoriti ed è giusto che li segua. Io per esempio adoro il blu e detesto il rosa

Con tutta l’offerta che ci viene data –  brand  supergiovani e linee seriose – come ci si mantiene in equilibrio?

È vero, è un po’ come la canzone di Bruce Springsteen, 57 channels and nothing on… Io personalmente mescolo molto, e compro dove trovo qualcosa che mi piace. E seguo solo i miei gusti. Non vado quasi mai a fare shopping con qualcuno. O meglio, vado con qualcuno che so che non cerca di influenzarmi. Forse perché col tempo ho imparato a fidarmi dei miei gusti, ma anche questo è un lavoro che si fa su se stesse. Conoscersi vuol dire che si sa come ci si sente con indosso qualcosa, e a quel punto scegliere diventa facile e anche divertente!

La tua icona di stile?

Audrey Hepburn!

Il libro consigliato è “Nega, ridi, ama – diario tragicomico di una menopausa” – Giunti Editore

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