Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Fenomenologia dell’uomo Zara

Esiste un vero e proprio genus letterario sulla figura dell’uomo che accompagna la donna nei giri di shopping, creature dall’atteggiamento passivo-aggressivo e l’entusiasmo di chi si appresta a firmare una cartella Equitalia. A queste vittime dell’acquisto compulsivo sono dedicati articoli di costume e pagine dei social – sono persino convinta che l’account Instagram “Follow me to” della coppia Murad e Natalie Osmann, che oggi conta milioni di followers, sia nata dall’immagine di lei che trascina il compagno a forza dentro un centro commerciale.

zara

L’uomo-che-accompagna è un archetipo, lo si può trovare ovunque: a tutti è capitato di vedere signori dall’aria stanca e rassegnata seduti davanti ai camerini di un brand di moda giovane,  a disagio, fuori luogo,  gente a cui non si può negare uno sguardo carico di empatia e umana partecipazione.

Eppure esiste una seconda figura di accompagnatore, uguale e contraria, e davvero stupisce che non gli sia stata dedicata la stessa attenzione: quella dell’uomo-entusiasta.
Querulo e zompettante, l’uomo-entusiasta esaspera la propria compagna dispensando consigli non richiesti su taglie e abbini, sistema orli , boccia outfit, accosta colori, spiega pedante la differenza tra pizzi chantilli e rebrodé ed è pronto a recitare l’intero discorso di Miranda Priestly sull’importanza del colore ceruleo ai primi segni di cedimento dell’interlocutrice.
L’uomo rassegnato e quello entusiasta sono pessimi compagni di shopping, entrambi deleteri per l’autostima di chi deve mediare tra la propria immagine ideale e quella reale esaltata dalle luci impietose di negozi pensati per clienti con diversi anni e parecchi chili di meno.
Che fare, dunque? Davvero bisogna rinunciare a un momento di condivisione, fare a meno dell’opinione di chi non teme di dirci che l’abitino a fiori ammirato addosso alla modella su di noi fa l’effetto ‘contadina moldava pronta alla trebbiatura’?

C’è una terza tipologia di compagno, e ci riscatta tutte” – sghignazza Francesca, la più crudele delle amiche -, “ed è l’uomo-Zara. Il suo habitat naturale è in prossimità di commesse dall’espressione altera ed è facilmente riconoscibile grazie allo sguardo angosciato, la sudorazione abbondante e la salivazione azzerata. L’uomo-Zara è solito tenere tra le mani uno smartphone sul cui schermo compare l’immagine di un abito che la commessa osserverà sprezzante per poi sibilare: non lo abbiamo. “Ma come, non lo avete?” – balbetterà allora lui – “Ci deve essere per forza. Mia moglie ha controllato in rete, c’è. Controlli in magazzino, la prego, lo faccia per me.”

Francesca ha ragione: li ho visti quegli uomini, di tutte e tre le tipologie. Non sarebbe il caso di lasciarli in pace – che impicciano, oltretutto – e ripristinare la buona, vecchia abitudine dello shopping teraputico con le amiche?
“E rinunciare a tutto il divertimento?” sghignazza Francesca, la più crudele delle amiche.

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