Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Frida, che non sarà mai una cougar

cougar 3

Non mi importa nulla di invecchiare, la cosa mi lascia assolutamente indifferente.

Non me ne faccio un cruccio semplicemente perché non ho cose che non ho fatto o rimandato e quello che volevo essere son stata. Prendo la cosa con filosofia e leggerezza e ho ancora diversi sogni nel cassetto e qualche marachella da combinare.

Ho visto stamattina una tizia con un assetto tipo quei cani con la frangia a camuffare le rughe del viso.
Non so perché ma tra la frangia e il cerone lucido e il tacco spropositato m’ha fatto pena.. Come una aggrappata a un filo di ragnatela pronta a cader giù nello sconforto della non accettazione.

L’ho salutata e l’ho vista allontanarsi nei panni troppo colorati e strizzati e m’ha fatto una tristezza incredibile.
Ognuno può far ciò che crede, è vero, però dietro certi ceroni lucidi che tirano la faccia e la rendono plasticheggiante si nascondono insicurezze così chiare e profonde che secondo me andrebbero curate. E mi viene voglia di grattare via con le unghie quello strato colloso che alcune donne si spalmano sul viso per vedere come sono per davvero. E mi piacerebbe anche vedere come sono conciate le fodere dei loro cuscini la mattina, ché quella è roba che non mandi via con una lavata di faccia ben assestata.

La mattina, assieme al cappuccino, una dovrebbe prendere una bella dose di accettazione e consapevolezza di sé. E saper dire un bel chissenefrega, di tanto in tanto

 

(status rubato alla pagina facebook di un’amica che è  bene mi tenga stretta)

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