Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Ricostruzione, fase 3: sì, è quello che pensate

kegel balls

«Tu proprio non puoi capire..»
«Sì, invece.»
«No, non puoi»

E va be’, mi arrendo. Però posso. Posso capire eccome.

«E insomma, è successo così: sai la festa di mezza estate, quella a cui partecipa tutta la città, tutto il quartiere, tutto il condominio? La serata di chiusura, hai presente? Quella in cui incontri tutti gli amici, qualche collega, i vicini di pianerottolo e il barista da cui mi fermo a far colazione la mattina?»

Sì, ho presente. C’ero anch’io.

«Ecco, perfetto. Suonavano le hit della musica anni Ottanta e Novanta, quella che scatena la voglia di ballare in tutti ma soprattutto in me, che ballo anche se solo sento squillare il telefono. Mi sono buttata sulla pista agitandomi tantissimo, braccia al cielo e testa rovesciata all’indietro, mentre suonavano i Tears for Fears: shout, shout, let it all out, these are the things I can do without, Come on I’m talking to you, Come on…»

Sì sì, non farla tanta lunga.

«Va bene. Mentre ballavo completamente arresa è successo. Come nei film, come nei sogni, come negli incubi. La pipì ha iniziato a uscire. All’inizio non me ne sono neanche accorta: ho sentito qualcosa caldo scivolarmi sulle cosce ma avevo creduto che qualcuno mi avesse rovesciato addosso una bevanda. Poi, la presa di coscienza. È stato come se mi si fossero rotte le acque: la pipì usciva di volontà propria, inarrestabile, e più tentavo di trattenerla più mi scivolava fuori, finché è diventato chiaro a tutti che me la stavo facendo addosso. O forse non a tutti, ma a quelli che mi stavano vicino.»

A tutti, Giulia, a tutti: io ero lontana della pista eppure ho visto.

«E ora che si fa?»

Innanzitutto ci si ammazza di ginnastica pelvica, poi si vedrà. Perché vedi, cara Giulia, abbiamo partorito, abbiamo lottato contro gli ormoni e abbiamo perso. I muscoli sono invecchiati, hanno perso elasticità, si sono allungati, allentati, ammosciati. Non so se ho reso l’idea. E siccome credo che la ginnastica pelvica sia uno dei pochi modi che abbiamo per vincere la forza di gravità e invertirne la tendenza a costo zero, facciamola. Ohhh suggerisce l’utilizzo di queste Kegel Balls di peso crescente per adeguare l’esercizio al tono muscolare raggiunto e ti assicuro che fanno la differenza, così come l’allenamento con i carichi di lavoro fanno la differenza tra un normale work-out e un work-out con risultati visibili, evidenti ed efficaci. Oltretutto l’utilizzo è anche piacevole. Come si utilizzano, mi chiedi? Ti prego, arrivaci da sola.

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