Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Grimilde parte: tre donne, tre nuovi inizi

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(foto di Emanuela Franchini in licenza cc)

“Secondo me ci sono tre modi di vivere” scrive Renata su facebook
“Puoi
nuotare controcorrente, opporti al flusso delle cose e della vita, aggrapparti a un ramo e resistere alla forza del fiume, cercare addirittura di risalire e tornare indietro. Per scoprire alla fine che il luogo dove cerchi di tornare non esiste più, ormai è solo un ricordo, perché tutto scorre.

Oppure puoi lasciarti trasportare dall’acqua, farti inghiottire dai vortici, lasciarti travolgere dalle cascate, farti inghiottire e poi risputar fuori dalle acque profonde. Questo si chiama lasciarsi vivere.

Infine puoi decidere di assecondare la corrente e anticipare con forti bracciate il corso dell’acqua per raggiungere nuove mete, goderti il viaggio imparando a usare a tuo vantaggio i flussi, apprezzando la sinergia che si viene a creare tra te e le forze della natura. Ecco, io ora nuoto così, o almeno ci provo. Buon viaggio a me, dunque!”

Renata parte per tornare. Ha venduto i vecchi mobili e regalato gli abiti che non userà più.

pievebovigliana

Monica parte per essere felice. Si è disfatta della vita smeralda meneghina per scegliere di abitare in un paesino di poche anime dell’appennino “Un posto che neanche sapevo esistesse, quindi perfetto per noi”
Ma cosa farai lì, le chiedo.
“Sono curiosa di scoprirlo anche io” ride “Ho lavorato con persone meravigliose in progetti bellissimi, ma sono convinta che ci sia un tempo per ogni cosa” dice “Io voglio essere felice. Lo sono spesso, ma voglio esserlo sempre di più. Voglio essere me”

islanda

Roberta parte per rinascere. Andrà a stare in un paesino della costa islandese dal nome pieno di consonanti dure, lei che ama il freddo. Me la figuro infagottata in quei maglioni morbidi e colorati che le piacciono tanto, così mediterranea in mezzo a tutta quella gente bianca e azzurra. “Io e le mie figlie, ognuna in un’isola diversa” dice.

A queste tre donne coraggiose e meravigliose va il tifo di tutte le Grimildi del web. Il loro è un salto nel buio. Mandiamo loro i nostri pensieri positivi perché l’atterraggio sia morbidissimo

(Per associazione di idee: Io viaggio da sola – di Maria Perosino )

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