Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Il Karma nel sedere

Karma

Avevo circa dieci anni, era buio e mi trovavo in auto con i miei genitori. I lunghi viaggi erano momenti speciali, i silenzi si alternavano a discussioni sul senso della vita.

“Tuo nonno – raccontava mio padre mentre era alla guida – mi diceva sempre che, crescendo, i problemi sarebbero aumentati e talvolta si avrebbe avuto la sensazione di annergarci dentro. Ma io non capivo proprio come questo fosse possibile. I problemi– pensavo – sono un numero finito, sempre gli stessi. Come è possibile che aumentino! Crescendo, ho capito che aveva ragione”.

Ripenso spesso a quella conversazione, lasciata sedimentare assieme a tante altre che, lo sentivo, mi sarebbero tornate utili.

Il nonno aveva ragione: non so come accada, ma succede esattamente così: a un certo punto ci si ritrova nell’occhio del ciclone. Quello che il nonno si dimenticava di aggiungere  è che prima o poi tocca a tutti, e che non è detto che questo sia un male.
Passare attraverso un ciclone cambia la nostra percezione delle cose. Si impara a vedere oltre le persone, dentro di loro, e a posare sul mondo uno sguardo nuovo, tollerante ed empatico. Oppure senza indulgenza né perdono, ché non si ha più voglia di essere condiscendenti con chi non lo merita.

Il mondo diventa più interessante: bastano due battute per intuire vette e precipizi, intere vite vengono rivelate da un’esitazione nella voce,  un’omissione. Non è una questione di età anagrafica, ma di chiaroscuri. Le persone che conosco ne sono piene.

Sono questi chiaroscuri a rendere le mie amiche così belle, intense e irriverenti. Spiazzanti, anche, ché ne hanno viste troppe e  poche sono le cose in grado di sorprenderle. Non il giudizio della gente:

“Ho imparato che nessuno può insegnarmi niente, almeno nessuno la cui vita non sia acciaccata quanto o più della mia” dichiara Rita “So che avrei potuto fare meglio tante cose, ma ho pochissima pazienza per chi pretende di insegnarmi a vivere. Invece ho bisogno di circondarmi di amiche ammaccate, gente che ha visto il karma realizzarsi e capito che il ditino imparatore, prima o poi, tocca ficcarselo nel sedere. E questa, signori, è una legge di natura immutabile”.

Il nonno aveva taciuto anche altre cose. Che alle discese ardite seguono le risalite, ad esempio. E che le persone di cui vale la pena circondarsi, quelle di cui non puoi più fare a meno, sono proprio quelle passate attraverso i tornadi: capaci di leggere nella filigrana delle tue parole, un po’ malconce, e con un dito infilato nel..

(Per associazione di idee: Un Karma pesante, di Daria Bignardi, oppure – se ci si sente davvero spirituali, II Karma: L’ enigma del proprio Destino (I classici della spiritualità)

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