Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Il lusso e io

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Il tizio seduto accanto a me è l’hipster che t’aspetti – barba quadrata, ciuffo laccato, tatuaggi -, indossa braghe a scacchi su Church’s bicolori ed è molto, molto deluso. Mi aspettavo almeno un milione di pounds, miagola al telefono, e ne sono arrivati appena trecentomila. Eppure, fa sapere, due anni prima ne aveva raccolti ben tredici.

Chiudo gli occhi cercando di ricordare con quanti zeri si scriva tredici milioni, ma l’hipster con un sospiro ha già cambiato discorso. Ha prenotato le vacanze. Penisola Calcidica, già, proprio di fronte alla Turchia. Lontano dal turismo di massa «per una vacanza di solo vento, mare e sole, come piace a me», in un resort di lusso che inaugurerà proprio quei giorni. Prima, però, Chicago, e prima ancora un tuffo nei mari della Sardegna.

Una vibrazione notifica l’arrivo di un messaggio su What’sApp. È mia figlia, dice che è arrivato il sollecito del pagamento della bolletta del gas. Ho dimenticato di fare la domiciliazione, al solito. Richiudo gli occhi e imploro mentalmente il mio compagno di viaggio: ti prego, dimmene di più! Ho bisogno di sognare. Ma il tizio ha ricominciato a parlare di lavoro. Intuisco dai suoi discorsi una familiarità col settore calzaturiero – stilista o imprenditore, non so. Parla di pelli, colori, forme, materiali. Ride, si infervora.

La ragazza seduta davanti a noi lo ignora, immersa com’è nella musica che ascolta in cuffia a occhi chiusi. Avrà vent’anni e una bocca splendidamente corrucciata, riccioli fulvi, il nasino coperto di efelidi. Anche se indossa magliette da pochi euro sovrapposte a casaccio intuisco che è lei il target cui mira il mio hipster. Una ragazza così bella, così dégagé e snob nella sua semplicità, è la cliente giusta per chi aspira a una vacanza di sole-vento-mare nei resort destinati a pochi. Io, invece, no. Tutto in me esprime mediocrità – le mie scarpe di tela, i jeans ordinari, il trench firmato acquistato all’outlet.

Così mentre l’hipster discute i dettagli che renderanno le sue scarpe oggetto del desiderio della ragazza io mi trovo a ragionare sul lusso. Quando vado a Milano, mi sembra sempre di caderci dentro: eventi, location da sogno, vetrine, angoli di città che richiamano un passato asburgico, cortili, piazzette, giardini, fenicotteri rosa, mosaici. La grandeur meneghina. Non è il mio mondo, ma mi comporto come se.  È bellissimo fuggire per un po’ da se stessi e dalla propria vita, credere che tutto sia possibile, anche lamentarsi per non aver ricevuto quel milione di sterline che ci spettava. Una metropoli vissuta per poche ore permette di vedere solo il meglio di quanto ha da offrire e fingere che il resto non esista. Si può godere di quel lusso intuito da una borsa che si è vista solo in replica nei negozi di fast-fashion, dalla magrezza tonica di chi può dedicare cure e tempo a sé.

«Il lusso per me è altro ancora» dichiara Giovanna Vitacca, consulente di immagine e comunicazione – «ed è dato dall’esclusività di quello che si decide di possedere. Il lusso è indossare qualcosa che è stato creato solo per noi, in base ai nostri gusti e necessità».
Ma è una risposta che non mi soddisfa ancora, così  prendo il cellulare e digito  luxury – in inglese, che è anche più snob. Il motore di ricerca propone una blasonatissima PR londinese, magra e bionda, esperta in opulenza. Il suo profilo dice che è fidanzata. Che bello, penso, chissà come si declina il lusso per una ragazza prossima al matrimonio!
La risposta alla mia domanda è un link, la landing page atterra su un panorama che conosco: filari di cipressi, colline di olivi, boschi di querce. La PR del lusso ha scelto di sposarsi vicino casa mia. E non so perché, questa cosa mi toglie la possibilità di sognare un po’.

Immagine presa da Lichtmagazine.com

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