Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Il mio mondo visto attraverso lo sguardo di Maurizio

Quando avevo vent’anni e dovevo conquistare il mondo, sapevo di doverlo fare fuori da qui: lontano da questa città di provincia, dalle sue mura medioevali, dalle colline che emergevano come tanti isolotti dell’antichissimo Lago Tiberino, scomparso lasciando traccia di sé nei massi di travertino con cui gli Etruschi edificarono le città.

sante-castignani

Avrei solo dovuto scavalcare i filari di vite e olivi, oltrepassare le colonne d’Ercole della bassa Toscana, assaporare profumi diversi da quell’odore di legna bruciata e prato che segna l’inizio della stagione fredda, dimenticare il retrogusto di cantina che si respira in certi borghi dimenticati dal turismo di massa, e sarei stata felice.

Sono partita decine di volte. Milano, Dublino, Londra, ancora Milano, Cracovia.

Quello che non avevo considerato è che sarei tornata, sempre.

Di tanto in tanto mi chiedo perché lo abbia fatto, perché abbia permesso a questi luoghi di decidere per me, come sia stato possibile che abbia consentito loro di irretirmi al punto tale da rimanere, raccontando a me stessa che invece avrei dovuto andar via.

Parte delle risposte le trovo negli scatti che Maurizio fa ogni mattina, quando prende il treno dalla stazione di Terontola per andare al lavoro altrove.
Sono foto semplici ma restituiscono quei colori, quei panorami e quegli odori che sono entrati nel mio DNA, dopo aver speso una vita nel tentativo di evitarlo

umbria

azzurro

bassa toscana

castiglione

foglie rosse

lago trasimeno

 

tramonto torricella

(foto rubate al profilo facebook di Maurizio tranne la prima, che è di Sante Castignani)

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