Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

In Sardegna fuori stagione, i motivi di una scelta


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(credits: Photo by ©Daniele Macis)

Della Sardegna ripenso a un dettaglio, una serie di pietre in granito rosa impilate come a formare una torre, con i sassi perfettamente incastrati l’uno nell’altro nonostante gli angoli e le imperfezioni. Un incastro così preciso non poteva essere opera della natura, eppure quella torre se ne stava lì – ai bordi di una macchia di ginepro – come parte di una costruzione ormai scomparsa, inglobata dalla collina. Una Sardegna senza mare e piena di mistero. Sono tornata sull’isola altre quattro volte e l’enigma di quella torre di granito, anziché chiarirsi, è diventato più fitto, andando a incasellarsi tra i misteri che le recenti scoperte archeologiche stanno portando alla luce: i giganti di monte Prama, le tombe dei giganti, la datazione della cultura nuragica, forse molto più antica di quanto si pensi. Le fila dei soldati sardi affrescati nelle tombe dei Faraoni egiziani. Gli insediamenti templari. I pozzi sacri. Ancora, le tradizioni con i loro codici incomprensibili a chi non è sardo come i Mamuthones e le loro maschere inquietanti, le streghe, le accabadoras. È incredibile che nel sentire comune sia l’Irlanda l’isola delle leggende, quando qui vicino abbiamo una terra che offre “più misteri che certezze”, come hanno dichiarato gli archeologi che stanno portando alla luce i monumenti di una cultura preistorica grandiosa che non ha lasciato memorie scritte.

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(Maurizio Casula Photo)

Amo la Sardegna di mare e maestrale, ma è il mistero di quest’isola ad attrarmi. A dispetto di quanto si dica, se ci si allontana dai luoghi deputati alla “vita smeralda” quest’isola non ha costi proibitivi. Ho scoperto agriturismi nell’entroterra che svelano una Sardegna inedita fatta di canyon, laghi, boschi, a due passi dalla costa e lontana dal turismo di massa. È la Sardegna che preferisco, quella aspra e nascosta, più simile ai racconti di Grazia Deledda che a quella dei fratelli Vanzina, e mi stupisco sempre che una terra così incredibilmente ricca e bella incanti per il suo aspetto più prevedibile. Quando posso, parto. E siccome fino al giorno prima non so mai se riuscirò a farlo – perché in famiglia abbiamo ferie in tempi diversi e riusciamo a partire solo fuori stagione – i traghetti per la Sardegna li prenoto sul portale dedicato che, oltre a fornire le tariffe migliori, offre anche suggerimenti sui percorsi. È stato così, un po’ per caso, che abbiamo dirottato per Santa Teresa anziché approdare a Cagliari, scegliendo poi di tornarci ogni volta. E la Sardegna del sud non la conosciamo ancora, ma quest’anno chissà..
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