Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Quando i figli saranno grandi, io..

viaggio

«Stavo pensando a quello che mi ripromisi anni fa, quando beltà splendea nei miei occhi ridenti e fuggitivi: nel momento in cui i figli fossero stati abbastanza grandi ed indipendenti, avrei preso un sacco a pelo e me ne sarei andata all’avventura, in giro per il mondo, verso l’oltre, l’altrove, a cercare non dico me stessa ma almeno un frammento di me.
Non avevo fatto i conti con il fisiologico decadimento, il tentativo di trovare un accordo decente tra volto stanco e cuore giovane;
non avevo fatto i conti con l’irrinunciabilità dei miei riti serali tra pinzetta, cremine, profumi, salviettine struccanti, specchio ingrandente scovapeli, che ci sarebbe voluto un altro sacco solo per il beautycase;
non avevo fatto i conti con la lentezza, che rende prezioso ogni particolare;
non avevo fatto i conti con i sogni, che sono ancora tanti;
non avevo fatto i conti con la forza che sostiene ancora le mie debolezze;
non avevo fatto i conti con mio marito, che pare mi ami ancora tanto.
È per quello che spesso fotografo il Cielo: è come se viaggiassi col mio sacco a pelo.»

Bellissimo. Presto! Il titolo del tuo libro preferito. Sarà mica La versione di Barney, vero? Non potrei sopportarlo.

«Oddio, libri amati ce ne sono tanti. Così su due piedi ti dico: L’eleganza del riccio»

(chiacchierata via facebook con Rossella Rox, foto da Flickr in licenza cc)

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