Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

“La bambina-fiore” – recensione

bambina-fiore

Ho impiegato due giorni per avvicinarmi alla sinossi e altre sette per lasciarla decantare, per leggere il librò è bastato un pomeriggio.

La bambina-fiore” è il genere di storia che tendo a evitare: perché mi priva della possibilità di lamentarmi delle mie tribolazioni, ad esempio, e perché mi costringe a misurarmi con gli eroismi altrui, facendomi sentire infinitamente piccola.

Non è il caso di Elena comunque, protagonista e autrice del libro scritto a quattro mani con Rossella Calabrò. Elena non è una mamma che ti vuole convincere quanto sia meraviglioso avere un figlio disabile, no. Lei urla, bestemmia, si tira indietro. Elena non vuole quella bambina malata, vuole l’altra: quella che aveva immaginato correre su una spiaggia di fine settembre con una tunica bianca, gli occhialini di metallo e i capelli scuri. Quella che ancora vede nei sogni  ferma ad attenderla sulla spiaggia “con lo sguardo infinitamente triste” perché adesso Elena non ha più tempo di pensare a lei, deve prendersi cura dell’altra figlia, quella reale e sconosciuta:
Ilaria, “che con il suo unico senso sano, l’udito, può udire. Con tutto il corpo può sentire. Può sorridere. Può piangere. E nulla più“.

Elena ha affetti, progetti, ambizioni, ma ecco che la sua vita si sfilaccia, si disgrega, perde pezzi. Il primo tassello a saltare è la convinzione che il destino sia un atto della volontà, a seguire tutto il resto: matrimonio, amicizie, professione. Così, a farle compagnia non rimane altro la presenza silenziosa di Ilaria e una domanda che non riceve risposta:

“È un essere umano una persona che è meno, ma molto meno intelligente e in relazione di un cane? Che senso ha una vita come questa?”

Nessuno saprà rispondere. Non gli uomini di Chiesa e nemmeno i terapeuti, i professori, nessuno. Sarà una mamma conosciuta in un forum a indicarle la strada. “Elena, non fare più questo genere di domande. Tu dovrai cambiare, dovrai fare un giro su te stessa a 360 gradi”.

Ed Elena farà quel giro.  Per rispondere alla sua stessa domanda, però, dovrà passare attraverso piccoli e grandi inferni, ché si sa come funzionano i viaggi da Ulisse in poi: sirene, tempeste, ciclopi, ma Itaca all’orizzonte.

La bambina-fiore” non è un libro facile, anche se Rossella Calabrò ha messo tutta la sua sensibilità e ironia nel dar voce a Ilaria, la bambina che è come una piantina di geranio che, come tutti i fiori, sono intelligenti.

La bambina-fiore” (Ed. Emma Books) di Elena Malagoli e Rossella Calabrò

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