Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

La vita delle donne ai tempi di Jane Austen

Jane Austen è una delle più fulgide icone della letteratura inglese e del romanzo femminile più in generale, uno dei temi trattati su Grimilde. La sua penna ha magistralmente descritto uno dei periodi più complessi e ricco di cambiamento della storia d’Inghilterra, quello dell’età Georgiana, periodo storico che va dal 1714 al 1830, vale a dire dal regno di Giorgio I a quello di Giorgio IV. Con il termine “georgiano” oggi indichiamo proprio lo stile e le atmosfere di quell’epoca che precedette l’età Vittoriana. L’età georgiana è il periodo delle guerre napoleoniche in Europa, della nascita del dandyismo e di tanti cambiamenti d’ordine sociale. Tanti sono i cambiamenti anche nella vita delle donne, in particolare per quanto concerne il loro ruolo nella società. Sebbene ancora sommessamente, le donne iniziano a prendere coscienza del loro valore, delle loro responsabilità, ma anche dei loro diritti.

Donne indimenticabili da questo punto di vista sono state le protagoniste dei romanzi di Jane Austen. La scrittrice nasce nel sud dell’Inghilterra, nell’Hampshire, a Steventon, il 16 dicembre del 1775. Suo padre è un pastore anglicano e lei è la penultima di otto figli, di cui sei maschi. Ha solo una sorella femmina, di nome Cassandra, alla quale sarà sempre profondamente legata e con la quale intraprenderà un carteggio fittissimo, oggi purtroppo in buona parte perduto. L’ambiente in cui cresce Jane è molto vivace, suo padre si occupò in prima persona della sua educazione, mettendole a disposizione una collezione di libri che contava oltre cinquecento volumi, un tesoro non indifferente all’epoca. Jane imparò anche il francese e le basi dell’italiano. Lei e sua sorella proseguirono i loro studi a Oxford e a Southampton sotto la guida di Mrs. Ann Cawley. Sin da giovanissima la ragazza si dedicò alla scrittura, affrontando soprattutto il mondo della vita familiare e quotidiana, delle relazioni sociali dell’epoca. Napoleone infiamma l’Europa, a fermarlo c’è l’ammiraglio inglese Horatio Nelson, nelle fabbriche iniziano le prime grandi rivolte degli operai, represse violentemente nel sangue. Jane Austen non tratterà però né di guerra, né di rivolte, ma di altre ribellioni su ben altri piani. Guarderà alla campagna inglese, ai suoi costumi, descriverà i personaggi che la abitano con spirito critico e una certa ironia, realizzerà un’analisi e complessa dell’universo femminile all’interno della classe benestante inglese del periodo georgiano.

Photo  by Pickering & Greatbatch, Public Domain

Ne emerge chiaramente come le donne godessero di pochi e limitati diritti. Queste infatti non potevano scegliere liberamente chi sposare, né disporre liberamente di denaro o di beni mobili e immobili. Anche nel caso una donna fosse stata proprietaria di numerosi beni, questi erano sempre sotto la stretta amministrazione della famiglia d’origine o del marito. All’uomo spettava infatti amministrare le proprietà e avere compiti decisionali, mentre le donne avevano il compito di badare ai figli e dare il meglio di loro in quanto madri e mogli. Le donne erano tagliate quasi completamente fuori dal mondo del lavoro: le uniche donne che lavoravano erano quelle che vivevano forti situazioni di disagio economico, le donne delle classi più basse, che per nutrire i loro figli erano disposte ad accettare anche condizioni di lavoro disumane. Le donne dell’epoca iniziarono a lavorare per ore e ore nelle prime fabbriche tessili inglesi, sottopagate e senza alcuna tutela di tipo sindacale.

Nell’alta società inglese, le donne non lavoravano, ma dovevano seguire degli obblighi ben precisi e codificati. Combinare un buon matrimonio era l’obiettivo primario di ogni famiglia bene dell’epoca e una donna doveva dare il massimo per essere sposa e madre eccellente. Il matrimonio sarà uno dei temi caldi dell’autrice inglese, che non si sposò mai. L’istruzione femminile era finalizzata tutta in vista del matrimonio. Le ragazze imparavano tutto quello che dovevano sapere sulla gestione domestica, ma dovevano coltivarsi anche come dame dal gran prestigio sociale. Una signora di buona famiglia doveva infatti saper bene conversare in alta società e, a tal fine, molto spesso alle ragazze venivano impartite nozioni di scienze naturali, di teologia, di filosofia e di letteratura. Sebbene non padroneggiassero in profondità molti argomenti in tutti questi campi della conoscenza, tuttavia disponevano di un’infarinatura generale di diversi temi, che permetteva loro di distinguersi nei salotti più esclusivi del paese. Imparavano altre lingue, solitamente il francese, ed era fondamentale che imparassero a scrivere in buona calligrafia. Anche la musica era un elemento fondamentale nella paideia della giovane donna dell’era georgiana, la quale solitamente suonava il pianoforte o la spinetta. Il violino, facendo alzare troppo le braccia era considerato indecente per una donna, per non parlare degli strumenti a fiato, che avrebbero fatto rigonfiare una cassa toracica che di solito si ritrovava costretta da lacci e corpetti.

Suonare era uno dei diletti più comuni di queste donne, che passavano la maggior parte del loro tempo tra le mura domestiche. Nei periodi in cui il clima era mite si iniziava ad apprezzare l’attività all’aria aperta, ma sempre con molte restrizioni e contegno. Nelle piovose serate inglese si passava il tempo conversando, ricamando, intono ad un tavolo bevendo tè. Quando ci si ritrovava intorno al tavolo, uno dei passatempi più diffusi era senza dubbio il gioco delle carte, come i romanzi dell’autrice ben testimoniano.

Grande era anche l’interesse per l’abbigliamento, lo si deduce anche dalle lettere a noi giunte dell’epistolario tra Jane Austen e sua sorella Cassandra. Erano di gran moda i corsetti, che stringevano il busto così forte al punto da rendere difficile la respirazione. Le gonne erano allargate e rese voluminose da imponenti guardinfante, e vigeva ancora l’uso di incipriare le parrucche. Tuttavia la moda stava cambiando e anche i vestiti da donna iniziarono ad essere più semplici e più pratici, le garze sostituirono i broccati, le linee iniziarono a divenire più morbide e ad anticipare quella che sarebbe stata poi la moda durante il Romanticismo. Una donna nuova stava per emergere, questo grazie anche allo sguardo fine e alla consapevolezza di donne come Jane Austen

Author R. Brimley (Reginald Brimley), 1867-1932 , Public Domain

Share this Story
loading...