Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

L’ageism è un alibi

ventanni

«Prendo spunto da un articolo di Grimilde, di cui condivido molto, soprattutto l’esperienza a cui si riferisce, e con il quale mi trovo naturalmente in accordo, per contraddirlo.
Ma come? Sì, perché non bisogna mai fermarsi sul proprio punto di vista e questo lo so e ne sono convinta perché ho 45 anni. Perché è proprio la naturalezza con la quale mi adagio sull’accordo con quel post che dovrebbe mettermi in allarme.

Stefania, in quel post, ci dice che sarebbe “Sbagliato identificare la voglia di vivere, l’energia, l’attività con l’età dei vent’anni” perché lei è attiva, creativa, e ha voglia di fare e di vivere forse più di quando aveva vent’anni.
Giustissimo: i 45, i 50, i 55 e così via, sono un’età meravigliosa, piena di consapevolezza, di entusiasmo e soprattutto di creatività. Chi dice di no?

Però i 20 anni dobbiamo rivalutarli e insegnare ai nostri figli che quella è l’età propulsiva della vita.
Quello che non farete a 20 anni, dovrete farlo dopo. Non dico che non vi riuscirà, ma poteva essere prima. Questo elogio sperticato delle età successive, questa meraviglia per i 40 e oltre, sta affossando i ventenni in un ruolo di confusi ragazzini.
Perché invece di insistere tanto nel dire al mondo che gli over 40 sono un’età fantastica, non spendiamo un po’ più di tempo a far capire ai nostri figli che i 20 non torneranno più? Che quell’energia confusa e felice non sarà mai più la stessa?

ventanni-3

Releghiamo i ventenni a un ruolo di attesa, quando invece è quella l’età in cui il motore va a mille: smettiamola di raccontarci quanto siamo splendidi quarantenni e urliamo a gran voce ai nostri figli che la creatività è dei vent’anni! E lo è la sfrontatezza che permette di provare a provare e di rialzarsi con leggerezza, l’entusiasmo di immaginare un futuro che sembra impossibile, la capacità di gridare al mondo un sacco di stupidaggini con assoluta convinzione.

Poi potremo anche sostenere che la creatività e l’amore per se stessi non si esauriscono, ma se non li avranno fondati e costruiti a vent’anni, ‘sti ragazzi, che lavoro enorme avranno davanti?
Fate tutto a vent’anni, figli, non aspettate. Correte, andate via, uscite, rientrate, sbagliate, riprovate. Fatelo adesso, perché è a vent’anni che funziona. Dopo farà sempre un po’ più male.

Continua Stefania, in quel post, definendo l’ageism: “la felicità, la bellezza, la vita attiva propositiva e positiva sono declinate solo al giovanile, nella maturità solo consunzione e decadenza”
Ma quando mai? Qui siamo sempre più a darci pacche sulle spalle tra felici, belli e propositivi over 40 e ci scordiamo di dire chiaramente ai nostri figli che, sì, la felicità e la bellezza e la vita attiva hanno a vent’anni un sapore che non avranno mai più.

ventanni-9

Non fatevi ingannare, ragazzi: siate spudoratamente felici e infelici. Siate belli di quella bellezza che c’è solo nella gioventù: sgangherata e sempre un po’ sbagliata. Siate propositivi, perché proposte folli come a vent’anni non vi verranno più in mente. Siate positivi, nel sopportare lo spaventoso futuro che vedete davanti.
E noi? Godiamoci la decadenza e la consunzione. Le abbiamo rese belle e creative, dinamiche e appassionate. Non sono affatto brutte, anzi, sono davvero una splendida età. Ma smettiamola di raccontare frottole a loro, altrimenti sembreremo davvero invidiosi.»

Letture indispensabili: Il giovane Holden di J. D. Salinger, Un giorno questo dolore ti sarà utile di Peter Cameron, Thomas Jay di Alessandra Libutti

 

Il post è di Silvia Tropea: avvocato e co-founder, assieme a Serena Nobili, di un portale intelligente e un po’ snob, GenitoriCrescono.  Ringrazio l’autrice per la generosità e la commozione: anche le Grimildi singhiozzano
(foto da Flickr in licenza cc)

Share this Story
loading...