Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

L’amore arriva, e … Intervista a Enrica Tesio

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Agosto 2013.
Seduta sotto un acero del parco cittadino, piango in solitudine. Un pianto convulso, senza freni. Ogni tanto qualcuno lancia sguardi costernati e azzarda parole di conforto.

Quello che non ho il coraggio di rivelare è che piango dal ridere per aver letto i primi post di un’allora sconosciuta Enrica Tesio.
“Ti prego, dammi la tua amicizia – le scrivo su facebook – Me lo devi: per colpa tua ho finito la mia scorta di tena lady”.
E lei la concede, ché Enrica non solo è in grado di far piangere e ridere con un unico post ma è anche incredibilmente positiva, propositiva e generosa di sé – per tacere della capacità che ha di coagulare community di follower con il suo stesso umorismo  surreale e stralunato (a dirla tutta, credo anche di essermi innamorata di un paio di loro).

Dicevamo?
Ah sì, Enrica Tesio. In meno di un anno ha colonizzato il web, ribaltato le regole del mom-blogging e insegnato cento modo diversi di acconciare il pelo pubico.

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Enrica, Cosa hai da dire a tua discolpa?

“Nulla, ne sono molto orgogliosa: ho fatto piangere la Boriosi”

Confesso di non riuscire a pronunciare  il nome del tuo blog senza avere un moto di imbarazzo: hai inserito una parolaccia nel titolo e adesso che sei famosa la cosa disturba anche te. Coraggio, ammettilo

“No, affatto. Quel t’incula è diventato una specie di marchio di fabbrica. Mi fa sorridere perché i più pudichi quando mi devono citare parlano di Tiasmo, i più sfacciati di Prima o poi l’amore arriva. E t’incula. Mi hanno scritto anche criticando la volgarità del titolo, ma forse parlavano della parola “amore”. E poi tu sai quante risate ci siamo fatte sulle chiavi di ricerca che portano al mio blog, già solo per quello ne vale la pena”

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Che impatto ha avuto il blog nella tua vita privata e professionale?

“Nella mia vita privata è stato salvifico. Scrivere e, soprattutto, essere letta mi ha permesso di superare un periodo critico col sorriso, ripartendo da me e da quello che mi piace fare. Ho conosciuto moltissime persone che sono diventate fondamentali e incredibilmente anche il rapporto con il mio ex compagno ne ha giovato. E’ stato un modo per parlarne, per non lasciare dei non detti che pesano sempre alla fine di una relazione. Sono aumentate anche le occasioni professionali, io sono una copywriter in un’agenzia piuttosto importante a torino, il blog è stato un modo per far conoscere il mio modo di scrivere e di comunicare. E poi ne è nato un romanzo, in uscita per Mondadori a febbraio, meglio di così…”

Ormai si conosce molto della tua vita privata e dei tuoi pensieri. Hai mai l’impressione che la cosa ti sia sfuggita di mano?

Onestamente no. Sento una maggiore responsabilità, scrivo con più parsimonia perché voglio essere sicura che quello che pubblico mi rappresenti veramente. detto questo scelgo attentamente cosa raccontare e come, non ho mai la sensazione del voyeurismo in chi mi legge”

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Hai colonizzato il momblogging e ne hai cambiato le regole. La cosa ti ha regalato più amici o nemici?

“A quanto ne so più amici. Non ho haters conclamati e questo mi fa un po’ soffrire, dicono che il successo si misuri in dissensi. Credo che quel che scrivo si possa facilmente liquidare con un’alzatina di spalle snob, ma alla fine ci sta anche quella. è il web, bellezza!”

Leggendo il tuo blog in filigrana si intuisce che come tu abbia attraversato momenti di dolore e vere difficoltà. Come fai a raccontarti in maniera così serena senza cadere nell’affettazione?

“Sono una fedele adepta della setta cazzariana. sono sempre in bilico tra lo stucchevole e il cinico, dall’esterno me ne rendo conto, ma il mix delle due cose evita l’affettazione. Il senso del grottesco è una condanna e una salvezza per me, lo è sempre stato. Quando è finita la storia d’amore con Matteo mi sono detta: ho due figli piccoli che ho voluto con tutta me stessa, non permetterò a nessuno di rovinarmi questo stato di grazia. E così è andata. Ed è andata un gran bene”

Un’ultima domanda:  quando hai aperto il blog, hai pianificato una strategia? Rispondimi in chat, che lo copioncollo

la strategia di staminchia!
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