Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Le bugie della maternità: una guida ragionata

Quando ero piccola mia madre mi spediva a letto verso le sette di sera, un orario rispettato da molte famiglie nordeuropee ma che per un ragazzino italiano significava rinunciare all’ora più bella, specie in estate: quando mi coricavo, fuori c’era ancora il sole.
Lei giustificava questa scelta con la volontà di garantire alle figlie una quantità sufficiente di ore di riposo, ma recentemente – forte di un’età che le garantisce l’impunità – ha raccontato una diversa storia:
“A una certa ora vi volevo fuori dalle palle”.

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A questo ricordo ne sono seguiti molti altri, principalmente racconti di mamme che giustificavano se stesse per certe sventatezze che ammantavano di assennatezza e buonsenso.

Sono sempre stata convinta che i bambini vadano educati al sonno, così come si insegna loro a mangiare e a parlare. Ai miei figli ho spiegato subito la faccenda del ritmo circadiano.” Ha dichiarato di recente un’amica.
Seguace di Estivil? Volevano essere presi in braccio e rispondevi con i no che aiutano a crescere?
Macché: la mattina mettevo loro del caffè nel biberon, e la sera correggevo il latte col liquore.”

Qui però siamo ancora nel campo dell’aneddotica. Ci sono invece delle bugie che ci raccontiamo per placare i sensi di colpa, con cui tacitiamo quel quel retropensiero che ci disturba quando scegliamo – o, più spesso, siamo costrette a – fare qualcosa che incrina quell’ideale di matreh perfetta a cui si ambisce. Anzi, no: quando facciamo qualcosa per cui anteponiamo noi stesse ai figli, spesso per necessità, più spesso perché ne abbiamo voglia.

Ecco dunque un elenco ragionato, ma non esaustivo, delle bugie che ci raccontiamo.

– La qualità del tempo che dedichiamo alla famiglia è più importante della quantità

Non è vero. Sapere che siete da qualche parte lì vicino è rassicurante, anche se siete ipnotizzate davanti a fare binge watching. La quantità è importante tanto quanto la qualità. E comunque nessuno mi ha mai convinta che dipingere con le mani, impastare biscotti o impegnarsi in giochi steineriani fosse divertente.

– Se la mamma sta bene, stanno bene anche i figli

Lo diceva anche la mamma di Balocchi e profumi e sappiamo com’è finita

– I miei figli hanno una vera passione per l’informatica

Vogliamo solo sedarli davanti a un qualsiasi dispositivo che ci permetta di continuare a conversare con altri adulti

– Dormire assieme nel lettone cresce bambini sereni, e comunque nessuno v’è rimasto fino ai diciott’anni

Non saprei. Mio figlio ne ha nove e non c’è verso di schiodarlo da lì. Anche perché, se ci prova, lo scoraggio: ho paura  a dormire da sola.

– Fa più male a te che a me

Certo, certo.

– Quando sarai grande, capirai

Quasi vero: appena sono diventata grande, ho capito. Ho capito che un altro modo era possibile

– Visto? Stai meglio con i capelli corti

Dico solo che un giorno mi sono trovata a pregare sotto l’immagine di Santa Rita per chiederle la grazia di farli ricrescere in fretta. La candela che avevo acceso ha bruciato il resto dei miei ciuffi.

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