Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Le spiagge hippie di Raglan, Nuova Zelanda

A Raglan, piccola località balneare della West Coast neozelandese, Isola del Nord, il genius loci è così immediatamente percepibile che lo vedi, lo cogli, si respira. Lo spirito del luogo è hippie ma non l’hippie anacronistico e nostalgico del Sessantotto, no, piuttosto lo studente dell’università Ivy League che decide di mettere la propria visione del mondo a disposizione della comunità, preferibilmente davanti a una bottiglia di birra e con il surf sottobraccio. Non solo hippies giovani: Raglan è piena di vecchi immarcescibili,  ragazzine divertite e divertenti, donne di mezza età che non sanno di esserlo e bambini, tanti bambini, ciuffi di bambini biondi, bellissimi e imbronciati come si conviene. Siccome vengono lasciati allo stato brado su spiagge, prati e piste da skateboard, non piangono mai.

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Ci sono posti che esprimono una tale energia e positività da esserne coinvolti nostro malgrado. A Raglan sorridono tutti (a parte questa bimba bellissima a bordo della sua prima moto)

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e non potrebbe essere altrimenti: ovunque foreste primordiali, spiagge nere, oceano. E onde: a Manu Bay le onde fanno impressione (non ai surfisti)

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La sensazione di deja vu è fortissima: a parte film, documentari, foto nei magazines e qualche serie tv, dove ho già visto tutto questo? “È Bikini Bottom, il paese subacqueo di Spongebob” ride mia sorella che vive in una località qui vicino. Per convincermene mi porta al Crusty Crab – no, non è vero, in realtà il locale si chiama Raglan Fish’n Chips ma è identico a quello in cui lavora la mia spugna preferita. C’è anche Squiddy, giuro

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L’artigianato, oh, l’artigianato! I tessuti bellissimi dipinti a mano, le infinite sfumature di blu, le ceramiche che le porteresti a casa tutte. Ho comprato due t-shirt da un biondone abbronzato che si muoveva al rallentatore farfugliando qualcosa circa il party della sera prima, ho aspettato dieci minuti perché riuscisse a piegare una maglietta, sono stata zitta quando ha dimenticato di mettere uno zero sulla cifra del pos. Peccato se ne sia accorto: ancora sotto i fumi delle droghe, sì, ma pur sempre laureato in una università dell’Ivy League

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Raglan’s best kept secret: la Limestone Coast. Sono stati necessari trenta milioni di anni per creare fenditure di roccia perpendicolari dentro cui l’oceano crea piscine naturali color verde-evidenziatore. La Limestone Cost si è formata col progressivo innalzamento del fondo dell’oceano, le correnti marine e i movimenti della crosta terrestre hanno creato grotte, fenditure e isolotti ricoperti dalla tipica vegetazione lussureggiante neozelandese, palme, felci, eucalipti. Le escursioni in queste acque lisergiche in cui riverberano cinquanta sfumature di verde sono considerate un’attività familiare da organizzare con l’aiuto di una guida o in autonomia. Unica raccomandazione: “Avere tempo a sufficienza per esplorare le coste, fare qualche tuffo e assorbire le good vibes“.

foto presa dal sito http://raglan.net.nz

foto presa dal sito http://raglan.net.nz

Peccato che per le cascate Bridal veil non ci sia stato tempo. Sarà per la prossima volta

foto tratta dal sito http://raglan.net.nz

foto tratta dal sito http://raglan.net.nz

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One Comment

  1. Baba Desperate Bookswife

    5 febbraio 2018 at 10:07

    Ecco, questo sarebbe un posto per me, mi sentirei a casa e non potrei più tornare indietro. Invece abito in Piemonte, terra ricca di cultura, storia e dalle montagne affascinanti…ma a me piace il mare!

    Reply

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