Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Dieci cose che non faccio più

È un’affettazione dei giorni nostri, quella di stilare liste di cose che non si fanno più.
Nata forse come reazione uguale e contraria alle to-do list imprescindibili della persona indaffarata e di mondo (a proposito, ricordate queste scene del film “Come fa a fare tutto?” Sembra preistoria ed è solo ieri)

…dicevo: nata come reazione contraria alle liste di cose da fare con cui abbiamo riempito agende e calendari, la lista delle cose che non facciamo più è soprattutto una pacca sulla spalla che diamo a noi stesse per aver abbandonato gesti che appesantivano le nostre giornate.
Il fatto è che andando avanti con l’età la tolleranza si abbassa, il tempo diminuisce e così la nostra voglia di compiacere qualcuno. Le nuove tecnologie e una certa insofferenza ai doveri fanno il resto.

Ecco una lista non esaustiva di cose che ho smesso di fare senza averlo deciso a priori

Photo by Cyrus Crossan on Unsplash

1) Stirare. Grazie elastan, grazie viscosa, grazie cotone pettinato, grazie tessuti tecnici. Viviamo davvero nella migliore delle epoche possibili.

2) Guardare la tivu. Quella di casa mia si è rotta due anni fa e nessuno ne ha sentito la mancanza, sostituita dagli schermi dei dispositivi mobili. Ho letto da qualche parte che guardare un film sta diventando un’esperienza individuale come leggere un libro. Sono perfettamente nel trend.

3) Acquistare capi di tendenza. Le tendenze hanno la tendenza – per l’appunto– di annoiare in fretta. Ho appena regalato un tubino con le maniche a tulipano perché faceva così 2016! Sento invece il bisogno di guardaroba facile, minimale ma non classico. Qualcosa che possa indossare afferrando capi a casaccio dentro l’armadio, senza studiarne le combinazioni. Per lo stesso motivo ho anche smesso di

4) Acquistare bigiotteria. Da appassionata di collane qual ero, non me ne capacito. Prima ho smesso di indossare l’orologio, poi gli anelli, poi tutto il resto. Resiste la fede nuziale e gli orecchini di mia madre, ma questi sono gioielli di famiglia e non contano.

5) Usare biancheria da letto. Ho iniziato a usare copripiumini quando ancora la nonna mi regalava parure in mistolino a fantasie lisergiche. Ricordo bene lo strazio delle lenzuola stese accompagnate da coperta accompagnata da sovracoperta accompagnata da… Oggi, una sprimacciata ben assestata risolve tutto.

6) Truccarmi. Il che è assurdo: alla mia età, una passata di biacca in faccia sarebbe indispensabile per presentarmi al mondo. Ma gnafò. Un buon copriocchiaie e un rossetto indelebile risolvono egregiamente la questione. Ricordo di aver posseduto dei fondotinta, ma dev’essere stato molto tempo fa.

7) Tagliarmi i capelli corti. Questo è il periodo dell’anno in cui avverto la tentazione di tagliarmi i capelli per poi pentirmene nei mesi a venire. Le amiche mi dissuadono: non farlo! “Guarda che figa la Carrà. I capelli alla nostra età non dovrebbero essere mai più corti dei suoi” dice Francesca. E Francesca ha sempre ragione.

8) Fare la messa in piega. Questo punto si lega al precedente. Il fatto è che la coda di cavallo fa tanto “donna matura che non sa di esserlo” – diamine, sono io! -, inoltre tira la faccia e solleva gli zigomi. Perché faccia effetto bisogna tirarla molto, la faccia..

9) Cucinare. La vita è troppo breve per ignorare cosa offrono i take away nei dintorni.

10) Andare ai colloqui con i professori. Al netto di eventuali criticità, con le app dedicate che aggiornano in tempo reale su cosa avviene in classe, che senso ha? E in ogni caso intercedere per evitare bocciature è qualcosa che non ho mai fatto neanche in epoche analogiche.

E voi, cari i miei lettori? Cos’è che vi siete sorpresi di non fare più?

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