Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Lo Zen, o l’arte di raccogliere gli asparagi selvatici

Abbiamo tutti bisogno di un posto solo nostro in cui interrompere il flusso dei pensieri e riprendere fiato: un ermo colle, una stanza tutta per sé – una sparnaciaia, insomma.

Nel dialetto perugino, la sparnaciaia è un luogo nascosto e segreto in cui crescono gli asparagi selvatici. Dove si trovi il terreno migliore è un’informazione che ci guardiamo bene dal condividere, ché la ricerca degli asparagi è qualcosa che ha poco a vedere con gli asparagi e molto con la vita e come questa richiede pazienza, disciplina, una certa riservatezza e alcune regole.  Ne ho raccolte una decina.

foto di Danielle Macinnes in modalità cc

  1. la sparnaciaia dev’essere un luogo sconosciuto ai più. Il perché è ovvio: tanto più il territorio è battuto tanto meno sono gli asparagi che è possibile trovarvi. Si raccomanda di prestare attenzione ai terreni brulli e friabili, più soddisfacenti di certe colline lussureggianti che ci riempiono di aspettative ma la cui vegetazione è così  invadente e pretenziosa da impedire agli asparagi di rivelarsi.
  2. se il vostro intuito dice che siete vicino a un asparago ma l’occhio si ostina a non vederlo, è l’intuito ad avere ragione. Per scorgere il tesoro basterà cambiare posizione, modificare di poco la prospettiva e l’asparago vi apparirà in tutto il suo fulgore. Come dice la canzone, “da che punto guardi il mondo todo depende“.
  3. Hai trovato l’asparagio? Osserva meglio: nascosti alla vista ce ne sono molti altri. Come le disgrazie non vengono mai da sole, anche le gioie arrivano a ciuffi, per fortuna.
  4. Gli asparagi migliori, i più grossi e succulenti, sono anime solitarie che bastano a se stesse. Di solito si incontrano nelle zone impervie e scoscese, nascosti tra macchia e rocce dove avresti scommesso che non avresti trovato niente. Il che ci porta alla regola numero..
  5. Talvolta per trovare asparagi è necessario non cercarne. Anche loro sono sensibili alla psicologia inversa, già.
  6. Lo spunzone stortignaccolo con la capocchia reclinata è il germoglio di un asparago colto in precedenza da qualcun altro. Al tatto è legnoso, al gusto insapore. L’asparago già colto è l’equivalente della minestrina riscaldata, del ripensamento, del menopeggio. Potete avere di meglio.
  7. Anche quando crederete di aver raccolto tutti gli asparagi del bosco, dietro voi ci sarà un altro estimatore che ne avrà trovati altrettanti. Il che è sconcertante e confortante allo stesso tempo dato che basta pochissimo, appena mezzo giro su noi stessi, per diventare la persona che segue.
  8. Gli asparagi migliori non sono i più lunghi. Basta, non dirò altro.
  9. Per quanto possa fare molto freddo o molto caldo, arriverà sempre la stagione giusta per la raccolta. Come dice mio padre: sempre male non può andare, sempre bene non può durare.
  10. Cucinateli per due minuti al massimo con un po’ d’olio e uno spicchio d’aglio a cui potete aggiungere, se volete, una piccolissima spolverata di peperoncino. Nessuna metafora, è solo un consiglio culinario.
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