Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Macron, un ragazzo di trentanove anni

emmanuel_macron

Viviamo in un paese per vecchi immarcescibili, gente che a ottanta-e-più anni diventa Presidente, senatore, segretario di partito, tiene aziende alle redini. Un Paese nel quale un cinquantenne può essere definito “un giovane imprenditore”, dove non è mai troppo presto per lasciare la casa dei genitori. Non stupisce, dunque, che le sopracciglia si sollevino in sorpresa quando realizziamo che il neoeletto Presidente francese di anni ne ha solo trentanove. Eppure..

macron-giovane

Non so da dove sia nato questo fraintendimento, questo crederci giovani quando ormai non lo siamo più. Io, comunque, non faccio eccezione e quando realizzo qual è la mia età mi spavento: non sono la ragazza che credo di essere. Ma perché ci blocchiamo in una apparente giovinezza?

«Credo che ci sia in molti della nostra generazione questa tendenza a smarcarsi dal modello dei nostri genitori e dei nostri nonni per il quale a 40 anni si era vecchi. Trovo che questo sia necessario.» – dichiara Gaetano, tonico quarantenne – «Forse, però, continuare a far finta che l’invecchiamento non ci sia è più una forma di difesa psicologica, una rimozione quasi. Infatti scattano subito, i giovanidentro, che un po’ il loro subconscio li fa sentire chiamati in causa. Invece credo che staremo tutti meglio se avessimo il coraggio di dirsi che, sì, siamo diversi dai nostri genitori, non ci sentiamo a fine corsa, ma l’unica cosa alla quale non rinunceremo è la consapevolezza che il tempo non torna e forse vale la pena riempirlo di significato. Dove non è che questo significato voglia necessariamente dire farsi le canne che non ci siamo fatti a vent’anni, le scopate che non abbiamo consumato all’università, le sbronze che mi sono risparmiato a 15 anni per timore di quello che avrebbero detto i genitori.
Meglio i viaggi, meglio qualche sport, ma, anche lì: io se avessi corso a vent’anni forse non sarei una pippa colossale come lo sono ora e forse non sarei cresciuto con tutti i miei irrisolti da obeso che, nel bene e nel male, hanno fatto di me quello che sono ora.»

«Io ho un solo grande rammarico: avere sprecato i miei vent’anni nell’attesa di un dopo che, quando è arrivato, mi ha trovata già vecchia.» sospira Silvia, e la posso capire benissimo: io ho sprecato il doppio del suo tempo e non passa giorno che non cerchi di compensare con quello che ho fatto invece. Per questo mi ostino a rimanere in pista confrontandomi quotidianamente con persone che hanno metà dei miei anni e sullo stesso terreno di gioco.

Come fare quindi, per evitare che i nostri figli cadano nello errore trascinando le loro adolescenze e giovinezze al di là dei limiti anagrafici? Come uscire dall’impasse?

«La realtà è che delle nostre lezioni di vita i ventenni giustamente non se ne fanno niente. Dire “diamine, ma goditi la vita e sii felice, realizza te stesso!” a un ragazzo in piene paturnie giovanili può avere in risposta solo un sano vaffanculo. O perlomeno quella sarebbe stata la mia risposta, se la frase mi fosse stata rivolta da una garrula cinquantenne in pieno revival adolescenziale.» chiosa Daria, e come al solito ha ragione.

Forse l’incapacità di cedere all’età deriva dalla fatica di realizzare i sogni che avevamo, di diventare la persona che immaginavamo saremmo diventati quando eravamo giovani per davvero. Forse è per questo che ci ostiniamo a credere di avere tempo, di essere forever young. In ogni caso, come se ne esce?

Share this Story
loading...

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>