Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Mariatolmina, sopravvissuta a molte vite

sopravvissuta-3

“Sette volte cadi, otto rialzati” recita un proverbio giapponese.

Grimilde ha mille volti.

Uno di questi è il volto di Mariatolmina: intenso, bellissimo.
Mariatolmina è capitata tra i miei amici di facebook grazie a quella casualità che consente agli sconosciuti di ritrovarsi tra pixel, a quell’empatia immediata svelata da una frase, da un like messo a suggello di uno status in cui ci si rispecchia.

Com’è noto, è con gli sconosciuti che ci si racconta più facilmente. Ricordo di aver confidato segreti inconfessabili a occasionali compagni di viaggio nel treno intercity che collegava Firenze e Milano.

Con Mariatolmina non è andata diversamente.

Scambiate alcune battute in chat, le ho fatto la domanda che non mi sarei azzardata a porre a un’amica di lunga data: Ma tu, perché non vuoi avere figli?

Lei mi ha dato risposte da confidente di lungo corso, raccontando una storia di rinascita.

No, non solo una: una storia di più rinascite.

“Perché non voglio avere figli?
Uno: ho paura. Ho più paure. Ne ho due principalmente: morire ed uccidere. Quando avevo 14 anni mia madre è morta di parto, aveva 37 anni e morì per un’embolia. Fine della sua vita, fine della mia per come la conoscevo.
Da allora solo salita. Da allora temo la felicità e la evito come si evita un tram che ti taglia la strada all’improvviso. Ma il timore di non sopravvivere al parto è la paura meno nera, il gorgo vero è la paura di fare del male a mio figlio. Ho sofferto di depressione e conosco il male che posso fare a me stessa, non sono certa di non fare lo stesso con una creatura che è parte di me.

Due: sono povera, sono precaria e non so domani se avrò ancora un lavoro. Al momento l’idea di avere un figlio è solo una follia. Potrei associare l’idea solo al puro egoismo, un mezzuccio per garantirmi affetto, un socio, un sodale per stare a galla in questa esistenza da funambola. Sarebbe lui il punto fermo, il perno. E invece dovrei essere io. Io? Io devo prima diventare un punto fermo per me.

sopravvissuta-2

Tre: sono vecchia. Quando avevo 20 anni desideravo un figlio più di ogni cosa, forse perché avevo smesso presto di essere figlia e volevo ritrovare quella sensazione meravigliosa di amore incondizionato. E forse a quella età era anche sensato, giusto, istintivo. Saltuariamente il pensiero di di fare un figlio è tornato fino ai 30 circa, poi basta.
Anche perché (quattro) a 36 anni ho avuto un cancro, ho fatto la chemio, sono guarita, sto bene, ma non sono certa di essere un ventre salutare per la crescita di un millimetro di essere.

Cinque: e il padre? Mio padre mi ha abbandonata quando avevo 10 anni, il marito di mia madre ha abbandonato mio fratello lasciandolo crescere con i nonni. Sono certa che da qualche parte esistono padri meravigliosi, ma purtroppo non ne ho incontrati nella mia vita. Se proprio non potessi farne a meno, un figlio lo farei da sola. E si torna al punto due senza passare dal via.

Per ora è tutto, intanto ci penso ancora
Come vedi, sono una sopravvissuta. Una sopravvissuta multipla”

Mariatolmina ha raccolto la sua storia di sopravvissuta multipla con appunti che vorrebbe trasformare in un monologo teatrale.
Li ho letti piangendo e ridendo e li ho trovati bellissimi, intensi, rivelatori – per quanto si possa parlare di bellezza riferendosi a una malattia. Ve li farò avere solo nel caso li vogliate trasformare in un monologo teatrale, ché non meritano niente di meno di un palcoscenico in grado di sostenere mille forme di rinascita di Grimilde

(Mariatolmina Ciriello è giornalista, autrice, Producer, event planner, chef a domicilio. Da un anno conduce il format televisivo Dire fare mangiare per l’emittente campana Piuenne)

Share this Story
loading...

Related Posts

7 Comments

  1. Elena

    19 gennaio 2015 at 10:44

    Una grande donna, una storia da brivido e di coraggio!

    Reply

    • Rossella Boriosi

      19 gennaio 2015 at 10:58

      Una persona che ha attraversato tempesto mantenendo lo sguardo vivo, gentilezza e grazia

      Reply

  2. carlo

    19 gennaio 2015 at 12:28

    anche io ho incontrato tol attraverso il tanto vituperato fb, condividendo un po’ la medesima esperienza dell’autrice del pezzo qua sopra. ho sempre pensato che tol sia l’esempio più fulgido che il contrasto – tutto letterario – tra mente e cuore sia una emerita cavolata. perché ti imbatti in lei, e scopri una ragazza che ha uno spirito illuminante e brioso, intelligenza acuta, sentimenti vigorosi. scrive e parla bene, e pensa benissimo, e mi onoro nel considerarmi amico suo. perché è generosa e implacabile, è latte di Pero e sguardo di Medusa…

    Reply

    • Maria Tolmina Ciriello

      19 gennaio 2015 at 13:39

      Grazie, non so dire altro, in questo blue monday. Oggi ho avuto un regalo meraviglioso: sentire l’affetto e la stima delle persone che amo, anche quelle lontane o che conosco solo virtualmente (grazie al vituperato fb). Grazie

      Reply

  3. Chiara

    19 gennaio 2015 at 14:20

    Colpisce davvero questo ritratto. E mi colpisce tanto la sua capacità di guardarsi con tanta lucidità

    Reply

  4. La Staccata

    19 gennaio 2015 at 21:06

    Toccante, forte, intensa. Meravigliosa la franchezza con la quale racconta la sua vita, senza quei fronzoli e quelle insopportabili dosi di retorica di alcuni, atteggiamenti che mi gettano nella misantropia più feroce. Grazie per questo post, Rossella. Grazie soprattutto a Maria Tolmina: ho letto la tua storia incantata dal tuo coraggio.

    Reply

    • Rossella Boriosi

      20 gennaio 2015 at 10:20

      la fisiognomica è una scienza esatta, e questa donna ha un viso bellissimo

      Reply

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>