Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Marta, la ragazza senza palle

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La vedi arrivare col giubbino smanicato che le segna il punto vita, il gonnellino corto sulle gambe abbronzate, trucco perfetto, unghie lunghe e laccate. «Sono la vostra accompagnatrice nonché istruttrice di nordic walking» – dichiara brandendo le racchette – «Attenti a voi!»

Gli occhi di tutti fissano quell’abbigliamento così poco adatto a una escursione ad alta quota. Marta intercetta la nostra perplessità e solleva un lembo della minigonna rivelando pantaloncini tecnici.
«Roba tedesca» ride, mostrando tasche e moschettoni. «Loro sono avanti, hanno già capito che funzionalità e femminilità non sono in antitesi – e infatti non ho intenzione di rinunciare né all’una, né all’altra

Il percorso scelto da Marta si chiama Sentiero delle aquile e prevede una salita a quota 2125 metri, fin sulla cima della Paganella.

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«È una escursione adatta a tutti» ci rassicura, e mi rendo immediatamente conto che la nostra accompagnatrice ha un proprio metro di valutazione delle difficoltà. Quella media equivale a sudore, fatica e momenti di sconforto per tutti ma non per lei, salda sulle sue racchette.
È una donna affascinante, Marta, con una personalità prorompente che esprime qualsiasi cosa faccia, specialmente  quando ci sgrida perché ci lamentiamo troppo della salita: lei, abituata a bastare a se stessa sin da quando era ragazzina, non sopporta piagnucolii e piagnistei.  Ed è competente: di ogni pietra racconta la storia, di ogni persona un aneddoto, di ogni monumento la sua origine, di ogni cima la difficoltà. «E pensare che non sono di queste parti» ride soddisfatta di sé.
Marta è fatta così, non conosce le mezze misure. Dal momento in cui ha deciso di voler vivere su queste montagne è diventata parte integrante della comunità prendendo lauree, attestati, patentini e qualsiasi altra certificazione le fosse necessaria per lavorare sempre, anche fuori stagione. Perché non ci si deve lamentare -mai! – ché le pappemolli non vanno lontano e di sicuro non salgono in quota senza perdere glamour.

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Mentre allunga il passo costeggiando il precipizio Marta racconta della sua bella casa da cui vede volpi e caprioli, della sua stufa scelta con cura, dell’auto di cui è così orgogliosa («Non ce ne sono di simili da queste parti. Quando l’ho acquistata non era ancora nemmeno in produzione!») e della sua vita conquistata pezzo per pezzo con tigna e determinazione.

«Di solito scelgo sempre un accessorio intonato allo smalto, ma oggi mi sono preparata in tutta fretta e non ne ho avuto il tempo» si scusa mostrandomi unghie arancioni.

Che te ne frega – le rispondo divertita – Siamo in montagna!

«E quindi? Dovrei rinunciare al mio ideale estetico solo perché mi trovo a qualche migliaio di metri sul livello del mare?»

No, certo che no.

«Questa sera devo andare in concessionaria a litigare col direttore» continua a raccontare mentre arranco a fatica  dietro lei «Indosserò un abito sexy, mi truccherò con cura e discuterò finché non farà come dico io.»

Sei davvero una donna con le palle! – esclamo, ammirata da tanta risolutezza.

«Con le palle chi, io? Allora non hai capito. Che me ne faccio delle palle? È con rossetto e tacchi che divento invincibile». E accelera il passo decisa, vulcanica, bellissima.

(Nella foto: Marta Rossi in azione. La potete trovare mentre organizza escursioni presso lo Sporthotel Panorama a Fai della Paganella)

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