Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Maturità 2017, notti prima degli esami

Io mi ricordo quattro ragazzi con la chitarra
e un pianoforte sulla spalla,
come i pini di Roma la vita non li spezza
questa notte è ancora nostra

maturità-2017-notte-prima-degli-esami

C’è una linea netta che separa l’adolescenza da tutto quello che verrà dopo, e sono gli esami di maturità. Prima di vederli all’orizzonte sei solo un ragazzino che svicola le interrogazioni programmate e copia i compiti prima di entrare in classe.
Gli esami di maturità apparentemente durano i giorni previsti per l’esecuzione delle prove, in realtà molto di più.

Iniziano più o meno al quarto anno delle superiori, l’obbligo scolastico è terminato e adesso sta a te. Puoi decidere di abbandonare le alzatacce mattutine e lo studio matto e disperato e nessuno potrebbe più dirti nulla, eppure è quello momento che capisci di voler andare avanti. Il tuo studio acquista allora un senso, scopri che i libri non sono questo gran peso se sei tu a decidere di aprirli senza la minaccia di un genitore e magari ti accorgi persino che studiare ti piace, che la Storia è interessante e la Matematica non sarà mai il tuo mestiere, ma acquista un senso. Ti appassioni alla geografia quando i Paesi smettono di essere territori astratti in cui si coltivano cereali e abbonda l’industria siderurgica per diventare possibili mete di vacanza, forse di vita.
E così, studi. Ogni tanto alzi lo sguardo dai libri e la vedi in lontananza, la Maturità. Che paura!

Ogni civiltà ha i suoi riti di passaggio, la nostra ha gli esami di Maturità. Le generazioni passate scuotono la testa in disprezzo: loro hanno avuto la guerra, la lotta politica, il servizio militare. Tre prove scritte e una orale, che cosa vuoi che sia. Con i commissari esterni fiaccati dal caldo e i professori senza più alcun desiderio di metterti in difficoltà, qualche giorno ancora e sparirai dalle loro vite. E dunque, perchè tutta quell’ansia.

Perché, anche se dopo ci può essere l’università, questi sono in assoluto gli ultimi giorni di scuola, la fine di un cammino iniziato dodici anni prima con i bimbetti che portavano alle spalle zaini più alti di loro. Mai più compiti, colloqui con i professori, recite di fine anno, materie a settembre, basta. Ora c’è davanti un portone spalancato sulla vita adulta, cosa ci sia dall’altra parte non si capisce bene, la visione è confusa, i contorni sfumati.

E i ragazzi lo sanno che gli anni delle immense compagnie e del tranquillo, siam qui noi non ci saranno più – non così, almeno -, che non saranno più legittimati alla stupidera adolescenziale e al massimo potranno lasciarsi andare in vacanza o nei fine settimana.
Anche per i genitori finisce un’epoca, quella in cui erano gli chauffeur dei propri figli. Loro hanno già preso la patente e non li si deve più scarrozzare, si scarrozzano da soli e magari portano i fratelli con sé.
Ecco allora che la Maturità diventa tale anche per un genitore di figlio legalmente adulto. I ragazzi si sfogano ascoltando in loop la canzone di Venditti che meglio di qualunque altra ha saputo cogliere lo spirito della Grande Prova, i genitori piangono con loro. La loro però è una nostagia diversa, ha a che fare con la loro adolescenza, lontana, e con l’infanzia dei figli, vicinissima, era solo ieri. Di fronte a loro si spalanca il portone verso una nuova fase delle loro vite, quelle di genitori di figli grandi, ma non si capisce bene cosa ci si al di là di questo: i contorni sono sfumati, la visione confusa.

Share this Story
loading...

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>