Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Mia figlia lavora all’estero

Mia figlia non vive con me. Per fortuna: io, quando avevo la sua età, soffrivo moltissimo la mia condizione di giovane adulta intrappolata in una vita ancora infantile – il lettino a una piazza, i giornalini sulla mensola, i genitori nella camera a fianco.
A lei questo non è toccato, lei ha scelto di vivere oltremanica dove ora ha una casa, un fidanzato, un contratto di lavoro, dei progetti e la possibilità di realizzarli. “Comunque non rimarrò qua per sempre, voglio vedere anche altro” – dice.

lavoro estero

Ieri su Sky davano “Notte prima degli esami”. Sono passati solo nove mesi da quando la trovavo seduta sul divano a guardare il film sospirando di frustrazione. Credevo che tutto quell‘intrecciare di dita e sospiri fosse dovuto all’ansia della maturità imminente, invece era solo la fretta di trovarsi al di là dell’ostacolo, nella vita adulta. La ragazza che ho davanti è lontana anni luce da quella in attesa dell’esame. Le litigate, le urla, i miei ordini,  studia che hai l’esame, non tornare tardi, perché stai piangendo, mangia la verdura ché ti fa bene. Tutto finito, adesso il passo lo detta lei e sa farlo bene.

Io non so se sarei stata capace di fare quello che lei ha fatto in questi mesi: trovarsi un lavoro, poi un altro, poi un altro ancora, aprire un conto corrente, sbrigare le pratiche burocratiche, trovare un appartamento.

Due giorni fa ha preso l’aereo e mi è venuta a trovare. Voleva portarmi a cena, avrebbe offerto lei, ma la sera prima aveva lavorato fino a tardi e poi era corsa in aeroporto, s’è addormentata sul divano prima che riuscissi a prepararmi. L’ho portata io al supermercato, invece. Abbiamo comprato salsicce, crema al tartufo, crema ai funghi porcini e altro cibo che ha voluto mettere in valigia. “Ma non ti piacevano i funghi!” le ho ricordato. Si cambia, ha risposto. Ha svaligiato le mie scorte di caffè e parmigiano, si è dimenticata di prendere  le salsicce (“Non ci posso credere, le ho lasciate nel frigo!”), ed è ripartita. Da lei c’è la neve, scrive. “Copriti bene!” le ho risposto tanto per dire qualcosa, per fare la mamma premurosa, ma non c’è cascata. “E tu lavora!” ha risposto.

Non so perché mi manchi tanto. La nostra è una convivenza tra adulti, se stiamo assieme troppo a lungo ci diamo fastidio, abbiamo sviluppato abitudini diverse e le mie non le piacevano già da prima. “Ti vengo a trovare presto” le ho detto.

“Almeno mia figlia torna a casa tutte le sere” – ha risposto la settimana scorsa un’amica con cui mi vantavo dell’indipendenza della mia, e le sue parole mi hanno fatto male, malissimo. Perché a me manca la mia bambina, solo che non esiste più da anni, vive solo nella mia mente che la ricorda quando, duenne, mi correva incontro a passo di marcia quando andavo a prenderla dall’asilo nido. Certi ricordi senza importanza rimangono impressi più di altri, l’immagine che ho di lei è quello della bimbetta in marcia, il vestito svolazzante, i calzini di cotone sotto le scarpine bianche. Mi manca moltissimo.

Nel caso anche voi vogliate sentirvi struggere di nostalgia verso figli ormai grandi che vogliono fare un’esperienza di vita, lavoro e studio all’estero, vi suggerisco di appoggiarvi a un’agenzia per il disbrigo delle pratiche burocratiche e l’orientamento al lavoro. Questo non è un post sponsorizzato e io non vengo pagata per segnalarle, tuttavia ne posso suggerire ben tre:

Per vivere un’esperienza di studio e lavoro in Australia:

Go Study Australia (si trova a Roma ma hanno anche delle sedi a Sydney e Melbourne. Sono gentili, esaustivi, collaborativi, ma per avere informazioni dovete andare lì)

per la Gran Bretagna: Primrose Agency

oppure Easy London .

Dopo il primo mese i ragazzi andranno avanti da soli. A voi mancheranno moltissimo, ma li saprete in salvo

 

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2 Comments

  1. Alessia

    2 marzo 2018 at 16:00

    Invece io, dopo la mia esperienza, sconsiglio fortissimamente l’uso delle agenzie per quando riguarda Londra. Soprattutto una delle due che hai citato. Si trova lavoro anche senza pagare. Certo, ci vuole spirito di intraprendenza, ma è molto molto fattibile. Iscrivetevi agli uffici di collocamento direttamente, oppure portate il cv in tutti i luoghi immaginabili.

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    • Rossella Boriosi

      2 marzo 2018 at 16:07

      Sono d’accordo con te, Alessia. Di fatto, l’agenzia è servita a mia figlia per darle un tetto sopra la testa per le prime 4 settimane e per aiutarla nel disbrigo delle pratiche per l’ottenimento del NIN. Di fatto s’è trovata da sola i lavori e la sistemazione successiva, se avesse conosciuto qualcuno sul posto avrebbe potuto tranquillamente farne a meno e sbrigarsela da sola. Ma non aveva nessuno, e l’agenzia ha fatto da paracadute. Diciamo che è servita a instradarla in una realtà di cui non conosceva niente e nessuno

      Reply

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