Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Non solo 8 marzo: la scienza, le ragazze e Redooc, storia di una mission possible

C’è questo pregiudizio, largamente condiviso tra alcuni uomini di scienza, secondo il quale le materie STEM (Scienze, Technology, Engineering and Maths) sarebbero inadatte alle donne.
La pensava così il professor Strumia dell’Università di Pisa quando affermava che le donne dovessero rimanere estranee allo studio della fisica per questioni attitudinali (“la fisica è stata inventata e costruita da uomini, non si entra su invito”), e il premio Nobel per la medicina Tim Hunt quando sosteneva che le scienziate fossero troppo emotive per lavorare in laboratorio; infine, è notizia recente che l’Università di Tokio fosse solita falsificare i test di ingresso alla facoltà di medicina per impedirne l’ingresso alle ragazze – pratica seguita anche da numerose università nordamericane – e taccio sulla querelle aperta dal rettore della Normale di Pisa sulla difficoltà delle donne ad accedere ai vertici del mondo accademico.

La piattaforma scolastica digitale Redooc, che da sempre pone le ragazze al centro della propria missione per toglierle dal ruolo subalterno che spesso si autoinfliggono, nel mese in cui ricorre la Giornata Internazionale delle Donne propone l’iniziativa “Marzo dello STEAM” ma ricorrendo alle quote rosa: l’iniziativa mette in gioco gli studenti delle scuole Primarie e Secondarie di I e II grado – scuole italiane all’estero incluse – purché almeno la metà degli appartenenti a ogni team in gara sia composto da ragazze (nella squadra di mio figlio c’è Elena, dunque sappiamo già chi sarà il vincitore).

Sempre nel mese di marzo ricorre il PiGreco Day.
Il PiGreco – lo ricordo per quell’amico che prendeva sempre le insufficienze – indica il rapporto tra la circonferenza e il diametro del cerchio (3,14, appunto) ed è la costante matematica più famosa al mondo, anche se da adulti si dimentica il perché. I ragazzi invece no, loro lo ricordano benissimo e come ogni anno il 14 marzo le renderanno onore con una sfida che si articola su due livelli, reale e virtuale:

il primo coinvolgerà gli studenti delle scuole primarie e secondarie di I e II grado che, organizzati in squadre, si sfideranno presso la Sala di comunicazione del Miur con quiz matematici calibrati sul livello scolastico dei partecipanti;
il secondo, contestuale al primo, coinvolgerà invece tutte le scuole che potranno partecipare alla sfida online registrandosi gratuitamente alla piattaforma digitale Redooc.
Perché la matematica, signorimiei, è come l’inglese: uno pensa che la si possa archiviare una volta terminati gli studi finché la quotidianità ci costringe a calcolare una percentuale di sconto, gli interessi di un mutuo, i vantaggi di un investimento, ed ecco che frazioni e proporzioni rivelano il loro scopo. La piattaforma digitale Redooc si propone proprio questo: togliere dalle materie STEM quel pregiudizio che le vuole lontane e complicate riportandole nella quotidianità e nel gioco prima che, una volta adulti, si capisca quanto invece siano necessarie (le ragazze lo sanno già, ma talvolta è utile che Redooc le incoraggi).

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