Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Odio i tacchi a spillo (ma ho delle alternative)

L’ho già detto che odio i tacchi, vero? Peccato però, erano parte di me. La parte di me ventenne, sottile e scattante e consapevole della propria bellezza. Ogni tanto provo a indossarli di nuovo per verificare la mia tenuta ma niente, caracollo, barcollo e mollo. Ho aderito alla filosofia di Anna da Re di Chic after fifty, ragazza ultracinquantenne in Converse o Bludstone: comodità is the new sexy. Tuttavia, siccome talvolta mi capita – non spesso, ma capita – di dover esibire un aspetto elegante e serioso che costringa le Millennial a capire la distanza anagrafica tra me e loro, ho dovuto trovare delle alternative allo stiletto. Queste.

tacchi-alti

1. Le scarpe con scollo a V – che Dio mi perdoni

Le scarpe con scollo a V sono un’alternativa ai canonici tacchi a spillo, a me ricordano gli anni Ottanta per cui le guardo con gli occhi a cuore (grazie, Zara, che le hai riproposte). Le figlie le osservano scuotendo la testa, dicono che mi danno un look vintage, ma è esattamente quello il punto: indossare qualcosa che portavo quando avevo la loro età.  Ma non divaghiamo: quello che importa è che le scarpe con scollo a V sono finalmente sono di tendenza anche in Italia (nei magazine d’Oltremanica avevano fatto capolino già dalla scorsa stagione). Il merito va alle linee minimal e alla facilità di abbinamento e di stile: sono modelli eterni, e noi Perennial abbiamo imparato a sentirci grandi con quelle. Esistono poi gli store online, come  YOOX, che permettono di trovare tantissimi modelli di scarpe da donna di questo stile e di diversi brand. Lo shopping online non è solo divertente ma anche più pratico

2. Tacco sottile ma non alto

Rinunciare ai tacchi alti non significa rinunciare a qualsiasi tacco: quelli  non più alti di 6 centimetri sono più facili da gestire, di tendenza e regalano quell’aria da professoressa perversa da commedia italiana degli anni Settanta. Le mie preferite sono le kitten shoes con tacco molto basso e molto sottile, fino alle tradizionali decolleté con tacco medio. Queste ultime, però, solo se attraverso una settimana con Saturno contro.

3. La zeppa

Espadrillas-tacchi-alti

Le indossava mia nonna perché le ragazze del Dopoguerra avevano solo quelle, le indossava mia madre perché era un figlia dei fiori, le indosso anche io perché sì. Sono incredibilmente comode, slanciano, ricordano l’estate, le vacanze, sono le scarpe della felicità. Le mie preferite sono le espadrillas, comode, versatili, economiche, coloratissime. Datemi delle espadrillas e nessuno si farà del male

4. Le scarpe stringate

Foto da Glamourdaze

Foto da Glamourdaze

Per dieci anni ho rinunciato a comprare le francesine stringate pensando che oramai fossero datate, e per dieci anni me le sono ritrovate nelle vetrine dei negozi. Quest’anno ai saldi ho ceduto, complici le suggestioni Art Déco della serie Babylon Berlin. Le francesine col tacco sono sexy, perché nessuno me lo aveva detto prima: con un paio di reggicalze posso anche fingere di essere la Contessa Sorokina, se poi sono nel mood assassino del suo alter-ego maschile, il diabolico Nikoros, posso puntare nella versione bassa maschile – anche nel caso mi senta  Contessa Sorokina, ma debba comunque andare a riprendere i figli da scuola quando fuori piove.

5. Il tacco grosso

Lo so, lo so, LO SO! Il tacco grosso è vintage, forse troppo, ma che volete farci, sono pur sempre una signora di una certa età a cui non spiace pescare nel passato, anche se questo è troppo recente per essere ricordato con nostalgia. Il fatto è che appartengo alla schiera di persone che continuano a perpetrare lo stile degli anni in cui sono state felici, e io  nei primi anni Duemila ero addirittura entusiasta, e dunque: viva il tacco grosso che mi ricorda gli scarponi Prada del 2002 regalando anche una postura e una camminata più semplice e sicura. «Basta con questi richiami vintage, non ti si può rubare niente dal guardaroba”» reclamano le adolescenti di mia pertinenza. Ma che ne sanno i Duemila…

Share this Story
loading...