Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

“Panda Rei”, il viaggio di Laura Binello

– Laura, io ti trovo bellissima

“Ma va’ là. Sono molto fotogenica, sovrappeso e assolutamente convinta che la bellezza sia una botta di culo giovanile che va esaurendosi, mentre l’intelligenza – soprattutto emotiva – è un talento che si conserva”

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Signore e signori, Laura Binello: una Grimilde bionda e divertita, una scrittrice prestata alla medicina, un’infermiera prestata alla scrittura. Il primo libro di laura si intitola Panda Rei ed è uscito in modalità crowfunding editoriale attraverso Book a Book: una piattaforma che permette la pubblicazione di un libro solo dopo che la campagna promozionale ha avuto esito positivo. Una volta che il libro è finanziato, parte il lavoro di editing, impaginazione, copertina, creazione dei formati digitali e stampa e infine la distribuzione nel mercato online e tradizionale. Laura, il tuo libro a che punto è?

“Panda rei ora è in fase di editing dopo il rapidissimo e inaspettato – anche per l’editore – risultato della campagna: ho raggiunto gli obiettivi in nove giorni contro i 180 previsti. Adesso verrà stampato e spedito subito ai sostenitori, poi verrà inserito nei circuiti editoriali con codice ISBN”

panda rei copertina 1
– Mi puoi dire di cosa parla?

“Sono 80 racconti brevi, divisi in 4 capitoli corrispondenti a 4 tipi di viaggi: viaggi on the road, viaggi della mente, viaggi dentro se stessi, viaggi altrove. Il libro al momento è in vendita sulla piattaforma Book a Book, a giugno sarà disponibile ovunque”

– Lo comprerò perché mi piacciono le cose che scrivi, mi ci riconosco: hai la tipica saggezza della persona in pace e soddisfatta di sé, non recrimini, non indulgi in nostalgie, sei propositiva e sai mettere a fuoco pensieri cui non riuscivo a dare forma compiuta.

“Olè! Adesso però mi piacerebbe sapere quali”

– Ad esempio questo status che vorrei dedicare alle giovani donne. Lo metto in grassetto.

Ma smettetela di dipendere, smettetela di aspettare messaggi o chiamate.
Se chiama, chiamerà, se non lo fa avrà avuto di meglio da fare. Non distruggetevi per le attenzioni mancate, ci saranno altre persone che se ne accorgeranno e se non ci saranno, pazienza, accorgetevene voi, curatevi e coccolatevi, abbracciatevi e amatevi.
Amatevi da soli, ché in pochi vi ameranno davvero. Non date importanza a gente che con la vostra importanza c’ha giocato, non perdete tempo dietro chi non ne ha per voi.
Risparmiate fiato e mal di testa: superate. C’è gente là fuori che non merita

“È che grazie alla mia età, mi sono messa su lunghezze d’onda diverse.”

– Mi piace come parli della tua vita da infermiera, dell’amore per i tuoi pazienti che trapela da quello che scrivi. Li tratti con rispetto, li ringrazi della fiducia che ti concedono.

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“Glielo devo: faccio un lavoro meraviglioso, sono grata delle emozioni e delle soddisfazioni che ricevo. Salgo sulla mia pandina e mi sento appagata”

– Per questo termino la chiacchierata con un tuo selfie. Uno di quelli che pubblichi sui social quando la tua giornata ha inizio

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(Per associazione di idee: Sulla strada giusta)

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