Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Paola e Monica, una rinascita doppia nel nome dell’arte

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“Noi siamo così: grandi risate e condivisione.

Ci siamo conosciute circa 17 anni fa. Lavoravo con Marco Rossi presso Spirale Arte e cercavamo un responsabile commerciale. Si è presentata Monica Quirici e mi è piaciuta subito: era una giovane donna, mamma di una bambina che presto sarebbe andata all’asilo, lasciandole lo spazio necessario per lavorare”

È questo il punto della storia di Paola De Benedictis che mi fa trasalire.
Assumere la mamma di un bimbo ancora piccolo significa catapultarsi consapevolmente in un tunnel di malattie esantematiche, febbri da scuola materna, giornate di inserimento, recite scolastiche, varie ed eventuali. Ma Paola ha ritenuto che tutto questo fosse ininfluente rispetto al valore che Monica poteva portare nel lavoro.

“Figli , famiglia , educazione, valori sono per noi valori condivisi. Erano anche i nostri argomenti preferiti mentre viaggiavamo insieme durante la fase di affiancamento (che poi si è prolungata, perché insieme ci divertivamo e ci capivamo) Ma ti dirò di più: mi sento in qualche modo responsabile e partecipe della nascita del secondo figlio di Monica che lei desiderava tanto. Monica rimandava, spaventata dagli impegni della maternità e del lavoro, io però nel frattempo avevo avuto la mia seconda bambina e sapevo che, per quanto faticoso e folle, nessuna opera d’arte sarebbe riuscita meglio”

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Siete riuscite a conciliare maternità e lavoro?

“Certamente. Abbiamo continuato a lavorare anche cambiando in macchina i pannolini di Francesco: io aspettavo Monica in auto col bambino e lei andava a trovare un cliente.
Poi, dieci anni fa, decisi di lasciare quella società, avvertivo forte la voglia di cambiamento. Monica fece lo stesso e per un periodo ci siamo perse di vista, ma non del tutto: trenta minuti al telefono erano sufficienti per aggiornarci su tutto, anche dopo un silenzio di mesi.

Intanto i figli crescono e diventano adolescenti, io prendo una seconda laurea, insegno privatamente – e Monica fa altrettanto – e si arriva al momento in cui la nostra vita personale e professionale, con le sue gioie e i suoi dolori, ci porta a prendere una decisione: tornare a lavorare assieme.
Così nel gennaio 2015 nel giro di pochi giorni abbiamo dato vita a Ismi Arte Contemporanea: una galleria d’arte online e uno spazio espositivo nel cuore di Viareggio per incontrarci , condividere e divertirci ancora. Uno spazio  oltre le mode: c’è la linea del nostro gusto – dalla nuova figurazione all’astratto – e la linea del moderno collezionismo dei grandi maestri.”

(Per associazione di idee: Arte: la storia completa )

 

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