Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Redooc: la matematica è pop (ma pochi lo sanno)

Uno dice: startupper. E vengono in mente hipster di buone intuizioni e belle speranze.

Non è il caso di Chiara Burberi, comunque, fondatrice e presidente di Redooc: una donna che vanta un cursus honorum più che un curriculum, con incarichi che vanno dalla docenza in Bocconi alla carica di Senior Engagement Partner presso McKinsey sino all’alta dirigenza in Unicredit e molto altro ancora –scrivete il suo nome nei motori di ricerca e stupitevi. Lo scorso mese Chiara Burberi è stata indicata dallo studio di The Hundert fra le 100 founder di maggiore successo del digitale e dell’app economy d’Europa.

redooc-chiara

Ecco: se una persona con questi riconoscimenti si propone di insegnare ai ragazzi ad amare la matematica – e prima ancora: di spiegargliela – io, mamma di una studentessa alle prese con gli esami di terza media, come prima cosa ringrazio e come seconda le chiedo: ma perché?

«Per gratitudine» – risponde Chiara semplicemente – «Ho ricevuto una formazione di alto profilo che mi ha consentito carriere interessanti e una buona qualità di vita. Voglio restituire le opportunità avute, rendere il favore»

– Sì, va bene, ma perché la matematica?

«Perché è una materia ingiustamente negletta, persino temuta. Eppure le competenze matematiche sono indispensabili: entrano in gioco quando dobbiamo negoziare un mutuo, valutare un finanziamento, e in mille altre occasioni quotidiane che richiedono logica e calcolo. E poi perché è bella: la matematica è un’arte creativa»

– Per questo è nata Redooc, la piattaforma di matematica online nativa digitale?

«In realtà Redooc è molto più di questo: è un progetto in aggiornamento costante, in continuo divenire. È il primo libro nativo digitale che opera secondo le indicazione del MIUR, con i professori delle materie STEM (Science, Tech, Engineering, Mathematics) e con gli Editori, tra cui Zanichelli per l’Invalsi delle Scuole Medie, per raccogliere contenuti e rendere la matematica fruibile. Redooc è una palestra digitale: la matematica richiede allenamento costante e così come ci si costruisce il fisico attraverso l’esercizio, allo stesso modo si costruisce una mente matematica. Dovremmo sfatare una volta per tutte la leggenda che ci vuole negati o, al contrario, portati per la matematica. La matematica è un sport adatto proprio a chiunque, purché ci si alleni e si esca dalla stagionalità che vede gli studenti correre ai ripari nell’ultimo mese di scuola o in prossimità delle verifiche»

– L’offerta formativa della piattaforma segue i programmi ministeriali?

«Certamente. Sia le videolezioni che gli esercizi coprono tutti i programmi ministeriali delle scuole medie e superiori. La piattaforma è sviluppata in collaborazione con le scuole e non in opposizione. Di fatto Redooc è uno strumento didattico potentissimo in mano ai docenti»

– Come funziona Redooc? Ne ho bisogno per mia figlia Lara che a giorni affronterà gli esami di terza media.

Lara si esercita per le prove Invalsi di Terza Media

Lara si esercita per le prove Invalsi di Terza Media

«La teoria è trattata attraverso video di tre, quattro minuti, chiari e incisivi: la ricerca del modo migliore per comunicare la teoria è una priorità, per cui: frasi dirette brevi, e tanti trucchi. A seguire esercizi a difficoltà crescente, tutti verificati, spiegati, commentati nei passaggi principali. L’intenzione è di comunicare la matematica in un’ottica premiante, di incoraggiamento, senza demoralizzare lo studente ma anzi invitandolo a proseguire. Vogliamo trasmettere l’idea che l’errore non è fallimento ma un’opportunità per imparare, dunque quello che Redooc si propone non è solo insegnare le materie STEM ma cambiare approccio verso le difficoltà, vedere nell’errore un momento funzionale all’apprendimento. E voglio dire anche altro»

– Prego.

«Si impara sperimentando, ragionando, rispettando i tempi di apprendimento di ognuno. Una scuola per tutti non è sufficiente, è necessaria una scuola per ciascuno. Redooc sta per Rethink Education ma anche Rewarded Education: insegnare offrendo un allenamento premiante e incentivante.»

– A chi si rivolge esattamente Redooc, ai ragazzi o ai loro genitori?

«I nostri clienti sono i ragazzi, la famiglia è un tramite. Il genitore si registra e apre delle cartelle, una per ciascun figlio, sino alla scuola media, perché riteniamo che gli studenti delle scuole superiori abbiano la maturità necessaria per iscriversi e gestire il proprio account in autonomia. Le attività dei ragazzi vengono tracciate, così il genitore a cui appartiene l’utenza vede cosa è stato fatto e quando.»

– Quali programmi per il futuro di Redooc?

«Moltissimi, come dicevo è una piattaforma in divenire. Prossimamente ci occuperemo di fisica, chimica e coding, inoltre stiamo sviluppando Analisi 1 e la matematica del primo anno della facoltà di economia. Vorrei aggiungere un’ultima cosa»

– Sono tutta orecchi!

«Non chiamatela startup. Redooc è ormai una realtà consolidata con un obiettivo ambiziosissimo: ridare centralità alle materie STEM, indispensabili e tanto ingiustamente vituperate, cambiando l’approccio al loro studio. Non solo una didattica per tutti, ma una didattica per ciascuno.»

La chiacchierata con Chiara Burberi è proseguita su temi che meritano un approfondimento, per cui torneremo a parlare con lei di gender gap, di riforme scolastiche, patriottismi e molto altro ancora.

Intanto, trovate Redooc anche su Facebook, Twitter e Instagram.

Share this Story
loading...