Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Redooc, piattaforma digitale per esasperati dalla DaD

Didattica a distanza” ma anche “disagio a distanza” per chi non ce la fa più a vedere docenti e compagni da dietro uno schermo. Come mio figlio Davide, studente di seconda media e dunque escluso dai piani di rientro in presenza a breve termine.

Ph. Thomas Park via Unplash cc

“Esistono piattaforme digitali in grado di spiegare le materie in maniera chiara e senza perdere la pazienza se non capisco subito. Ma a me manca incontrare gli amici, confrontarci, litigare. Mi manca persino la prof di Tecnologia!”
Sono tra quei genitori convinti che la scuola debba essere fatta a scuola e che l’isolamento sociale ostacoli il naturale processo evolutivo dei ragazzi.
Ma in ogni problema è nascosta un’opportunità e bisogna riconoscere che le restrizioni imposte dalla pandemia hanno accelerato la digitalizzazione delle scuole in maniera impensabile solo pochi mesi fa.

Il superamento del gap digitale

Ancora due anni fa la vita virtuale degli studenti e quella reale dei docenti procedevano parallele, senza incontrarsi se non grazie all’intervento di qualche animatore digitale che spiegava la netiquette ai primi e l’avvio dei programmi di Windows ai secondi. Oggi gli analfabeti digitali sono praticamente scomparsi e anche i più scettici hanno scoperto nella rete un mondo di possibilità: dai tutorial ai canali divulgativi fino a Redooc, appunto, la piattaforma digitale che ha salvato mia figlia Lara dalla bocciatura e sostenuto Davide nei suoi problemi di disgrafia.

Una piattaforma digitale per famiglie

E se pensate che la cosa possa interessare solo gli studenti, pensate meglio: Redooc è uno strumento digitale per le famiglie. I video, le lezioni e le mappe concettuali sono di aiuto al genitore refrattario nel ricordare i propri studi, salvandolo dall’imbarazzo e aiutandolo ad aiutare (ora che ci penso, chi è che aveva detto “Posso seguirti fino alla prima media, poi dovrai arrangiarti da solo”? Ah, già, ero io).

Nata come piattaforma di sostegno per lo studio e la comprensione delle materie STEM, oggi Redooc ha una un’offerta formativa così ricca che ho impiegato un’ora per scorrerla tutta ma di cui, in un moto di generosità, allego un suntino:

– I corsi di Redooc spaziano dalla scuola dell’Infanzia all’Università, i contenuti vengono costantemente aggiornati e sono realizzati in linea con le indicazioni ministeriali. Le macroaree – Matematica, Italiano e Inglese – vengono sviluppate in sottocategorie dentro le quali ogni materia è trattata in maniera più che esaustiva. Così se si ha difficoltà a effettuare, ad esempio, l’analisi logica, nella macroarea area Italiano per scuole medie troveremo questo:

– L’inglese. Sono lontani i tempi in cui lasciavo stipendi interi per pagare le lezioni di inglese per consentire l’accesso di mia figlia alla sezione Cambridge del liceo. Oggi Redooc offre i propri contenuti anche in inglese per permettere agli studenti di acquisire familiarità e fare della lingua uno strumento di immediata applicazione, non un’altra materia da studiare.

Potrebbe persino capitare, com’è successo a noi, che nel tempo diventi più facile confessarsi le cose più intime e imbarazzanti proprio in questa lingua (lo so, c’entra poco con Redooc ma magari uno psicologo in ascolto saprebbe spiegarmi il perché)

– L’attenzione ai bisogni educativi speciali. Il motto di Redooc è “Siamo tutti BES” e abbiamo tutti bisogno di strategie adatte a noi per imparare. Attraverso la collaborazione con il professor Giacomo Stella , ideatore dei centri SOS Dislessia, Redooc mette a disposizione gli strumenti per una didattica flessibile e davvero inclusiva: audiolezioni, mappe concettuali, font ad alta leggibilità come l’Open Dyslexic per i ragazzi DSA. E non mancano aiuti ai genitori per districarsi nella burocrazia delle certificazioni

– La fruibilità. “Davide, perché ti lamenti della DAD se poi giochi su Redooc per ore?”
“Perché gioco, appunto”. Touché. L’approccio della piattaforma è dialogico, i ragazzi ne sono protagonisti. Particolarmente apprezzata la sezione dedicata al gaming e la possibilità di cumulare punti attraverso la progressione delle attività proposte, punti che possono essere convertiti in sconti per l’acquisto di nuovi pacchetti o in avatar personalizzati. Qui entra in gioco (ops!) un po’ di psicologia inversa per la quale un’attività presentata come compito viene svolta con riluttanza mentre presentata come gioco diverte e basta.

– La convenienza. È la madre di famiglia a parlare: il pacchetto di mio interesse è quello per le scuole superiori e qui trovate un’idea dei prezzi con le relative offerte. Diciamo che con l’equivalente di un’ora di ripetizioni pago un intero mese di lezioni che la figlia diplomanda può seguire a qualsiasi ora, nel proprio letto, in pigiama, smangiucchiando biscotti. Insomma, quasi come in DAD.

Non tutta la Dad vien per nuocere…

“(…) Io penso che la didattica a distanza sia qui per restare. Volete mettere cosa faranno i docenti più visionari? Magari organizzeranno scambi culturali in cui un docente fa lezione presso una scuola inglese e la scuola inglese ricambia. O magari ci saranno lezioni miste con altre classi a prescindere dalle fasce d’età, oppure potremo interagire indifferentemente da casa e da scuola a seconda di dove ci troveremo.. Insomma, la DaD rappresenta un cambio di passo come quando dal calamaio si passò alla penna a biro”.
Questo post trovato in rete mi ha costretta a riflettere su certe mie resistenze e mettere a fuoco i motivi per cui, mentre mal tollero la didattica a distanza, il supporto ricevuto da Redooc negli anni è stato quasi un salvavita. Uno dei motivi è sicuramente il fatto che la scuola si è trovata costretta ad approfittare delle potenzialità della rete solo ora mentre Redooc negli anni ha alleggerito la didattica digitale rendendo i contenuti facili, logici, consequenziali (“Divertenti”, suggerisce Davide). Negli ultimi mesi di quest’anno scolastico così faticoso e claudicante, vale la pena vedere come la piattaforma può far arrivare gli studenti alla fine al meglio delle loro – e nostre – possibilità

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