Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Mamme della rete contro il Signor Distruggere

Con i suoi 750mila followers e un libro di prossima uscita con la casa editrice Rizzoli il blogger Vincenzo Maisto – aka Signor Distruggere – è diventato uno dei principali personaggi della rete grazie a un fenomeno tanto suggestivo quanto inquietante: quello delle mamme pancine.
Coniato nei gruppi facebook in cui le utenti si confrontano sui temi e i problemi della maternità, il neologismo è presto passato a indicare un tipo di madre caricaturale che, in base agli screenshot pubblicati dal Signor Distruggere nel suo blog, sembra abbondare al loro interno: una donna superstiziosa, omofoba, razzista e petulante, con una bassissima scolarizzazione e incapace di realizzarsi al di fuori della famiglia. Lo scopo ultimo dell’irrisione di questa tipologia di mamme sarebbe quello di portare in superficie sacche di ignoranza e superstizione resistenti a ogni tentativo di ragionevolezza.

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Tutto utile e divertente, dunque? Non tanto.
Qualcuno ha iniziato a mettere in dubbio non solo la veridicità degli screenshot che i followers del Signor Distruggere si procurebbero entrando di soppiatto in gruppi di mamme che sembrano ignorare la corretta grafia del verbo avere, ma anche la legittimità dell’azione di screditamento delle utenti che vi scrivono.
Intanto, stanchi dell’irrisione di cui sono oggetto e delle incursioni dei followers del distruttore, i gruppi di mutuo auto-aiuto tra mamme hanno iniziano a chiudere i battenti e molte donne che ne hanno fatto parte si sono chieste a chi giovi questa azione, per l’appunto, distruttiva.

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Tra le voci critiche quella di Donatella Caione, cofounder della communità Mammeonline e ora editrice (Matilda edizioni). L’esternazione di queste perplessità dalle pagine del suo blog le è costata una shitstorm da parte dei followers del Signor Distruggere che ha portato il cyberbullismo adulto a nuove vette. Lei, affatto intimidita, ha intensificato la battaglia contro una forma di intrattenimento che fa della derisione della maternità la sua cifra stilistica.
Il disprezzo verso la madri è forse l’ultima frontiera del sessismo” ha scritto recentemente nel suo blog. Un’affermazione forte che le ho chiesto di spiegare.
“Sono stata fondatrice, nel 1996, di uno dei primi luoghi virtuali di incontro tra mamme, da allora sono impegnata nella tutela della maternità eppure mai, mai ho incontrato sacche di ignoranza e superstizione come quelle delle mamme cosiddette pancine. Eppure, statisticamente avrei dovuto inciamparvi. A farmi dubitare della veridicità di quei post pieni di assurdità ed errori sintattici c’è anche un’altra incongruenza: queste donne che sembrano uscire dal medio evo sono così consapevoli della propria ignoranza e credenze da esternarle dentro gruppi segreti dove nessuno le ha mai trovate – nessuno, a parte il Signor Distruggere. Permettetemi di alzare il sopracciglio.
Ma non è questo il punto. Il punto è che le dimensioni del fenomeno, la sua viralità e la violenza verbale gratuita che viene scagliata verso le mamme che si confrontano in rete dimostrano che c’era un’onda che aspettava di essere cavalcata, un humus favorevole a considerare la maternità un disvalore. C’è una sorta di incomprensione sociale intorno alle madri che porta a irridere e stigmatizzare i loro dubbi e le loro paturnie, pur quando queste hanno piena ragione d’essere. I padri sono stranamente assenti da questa esposizione al pubblico ludibrio e, se anche sbagliano, si fa più in fretta a puntare l’indice accusatore sulla madre”

– Donatella, ma perché le mamme si incontrano in rete?

“Le piazze virtuali hanno sostituito le piazze reali in cui ci incontrava, confrontava e aiutava. Oggi si fa un gran parlare di maternità ma, di fatto, le mamme sono profondamente sole. Spesso si sentono inadeguate di fronte ai nuovi compiti e responsabili di ogni disagio del bimbo: se non dorme, se ha le coliche, se piange, pensano che siano loro a sbagliare qualcosa. Non appena ci si sente più sicure tutto questo si ridimensiona, ma i primi tempi sono un delirio di paturnie e ormoni fuori controllo. In questo caos – che è momentaneo – aiuta sapere che chi ci è già passata è lì per darti un suggerimento e una pacca sulla spalla aiuta ad andare avanti. Davvero, spesso non serve altro. Quando i problemi che si incontrano hanno carattere fisiologico e non patologico – ad esempio un dubbio sull’allattamento e i suoi ritmi – non c’è motivo di telefonare a un pediatra ma si può chiedere aiuto a un’altra mamma, in un rapporto tra pari. Purtroppo leggo derisione su temi delicati e importanti, spesso da parte di “distruttori” che di questi temi non sanno nulla. Questo porta non solo a impedire uno scambio sereno di informazioni ma crea, nelle giovani donne, un’idea della maternità in cui tutto è facile ed easy e farsi prendere da ansie e dubbi è da sfigati . Mi spiace per loro perché, se diventeranno madri, si scontreranno con una diversa realtà.”

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“Sono stata una neomamma sola e poi sono stata anche una neomamma avvolta da una rete di neomamme.” le fa eco Luisa Maria Orsi, fondatrice di VitaminaMamma “Dopo la prima gravidanza sono stata depressa e non avevo neanche chiaro chi fosse la persona giusta con cui parlare di depressione post parto. Sì, sono stata una pancina. Una pancina ignorante. La maternità ha svelato ogni mia debolezza.
La mia seconda maternità è stata diversa, la rete mi ha fatto da supporto.
A volte temi così delicati si discutono meglio con persone che non conosci per mille ragioni diverse, tra cui il pudore. Spesso chiedevo rassicurazioni ad altre donne che erano già passate attraverso i problemi che stavo vivendo io, su un forum. Le domande che ponevo loro andavano fatte al ginecologo, a un dottore? Sì, certo, le ponevo anche a questi, ma le rassicurazioni tra pari hanno un altro valore.
Il sostegno tra donne, il “ci sono passata”, hanno un valore preziosissimo.
Partorito mio figlio Andrea ho contribuito a fondare VitaminaMamma. Nel nostro spazio facebook ho condiviso le mie ansie, i miei dubbi. Ho avuto degli aborti, sono stata rassicurata, ho rassicurato mamme che ne stavano vivendo uno.
Ci siamo aiutate e sostenute in spazi che abbiamo creato noi per noi.
Quegli spazi sono preziosi per le mamme di ieri, per quelle di oggi, per quelle che ci saranno. E l’ignoranza quando c’è, se c’è, non si risolve esponendola al branco: questo accanimento, questo violare spazi privati in cui le mamme si confrontano, producono come unico effetto quello di renderli impraticabili e inutili.
I gruppi facebook erano un prezioso strumento in momenti difficili e delicati e sono stati scioccamente demonizzati. Eppure, attraverso questi gruppi, spesso è stato intercettato il disagio e sostenuta la difficoltà.
Ecco, quando andate a bullizzare una mamma su un gruppo, le state togliendo la sua rete di supporto. E non è un grosso segnale di intelligenza

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