Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Sono affascinanti e talentuose. E sono sorelle.

I rapporti tra sorelle si basano su equilibri complicati e misteriosi, si sa.
La lotta per la leadership inizia con il primo vagito della secondogenita e può proseguire per tutta la vita con andamento carsico, lasciando che le rivalità sedimentino per poi deflagrare grazie a eventi insignificanti. Questo avviene persino quando gli anni differenza sono tanti, anche quando le diverse scelte professionali e di vita sembrerebbero metterle al riparo da competizione e tentativi di emulazione.
Figuratevi quindi cosa può essere la vita delle sorelle che condividono lo stesso terreno di gioco: il cinema, la musica, l’alta società. E se credete che tra le due ce ne sia una in ombra che merita la vostra simpatia e commiserazione, è solo perché siete troppo giovani per aver visto “Che fine ha fatto Baby Jane”

credit: scope features

Catherine e Pippa Middleton

Catherine è dolce, solare e sposa il principe più azzurro che c’è  e lo fa in diretta mondiale. Pippa la si vede solo di spalle, in un ruolo subalterno, costretta a reggerle lo strascico. Eppure, nelle settimane successive, i giornali non parleranno d’altro che delle noci di cocco che ha al posto dei glutei, della postura regale e dell’esilità del suo punto vita, evidenziato dall’abito a sirena, bianco come l’abito di Catherine. Che però nessuno ricorda. Neppure Robert Aldrich sarebbe arrivato a tanto. (Peraltro, recenti immagini di Pippa a spasso per Londra con sguardo da mastino lasciano capire che era tutto prevedibilissimo)

Caroline e Stefanie Grimaldi

Delle sorelle Grimaldi solo Caroline ha ereditato la bellezza e la grazia della madre, Grace Kelly, e questo già sarebbe sufficiente ad odiarla. Come se non bastasse, mentre Carolina placava le turbolenze sentimentali giovanili approdando a Stefano Casiraghi, Stefanie viveva un tourbillon di storie improbabili con guardie del corpo, pescivendoli, domatori, acrobati – e chissà chi altri, signoramia! – ricavandone tribolazioni, rughe precoci, figli sparsi e articoli di gossip. Poi Caroline è scivolata su Ernst di Hannover, un tizio che si fa meno fatica a immaginare in calzini di spugna e birkenstock che in abito di gala, allineandosi agli standard estetici della sorella senza tuttavia arrivare alle sue vette trash.
Recentemente ho visto le foto delle loro ultime vacanze estive: Caroline, in pareo e panama, somigliava a una delle amiche pensionate di mia madre, pinguedine inclusa, mentre Stefanie si confermava la portatrice sana di rughe di sempre. Perlomeno, delle due, è quella che si è divertita di più.

Jacqueline e Caroline Lee Bouvier

Di Jacqueline Kennedy Onassis si sa tutto. First Lady giovane e bellissima, unica donna al mondo a vantare Marilyn Monroe quale rivale in amore, icona di stile anche in shorts e infradito, macchia rosa protesa sul cofano dell’auto presidenziale a Dallas, Jacqueline ha vissuto tutta la sua vita sotto i riflettori. Quindi non tutti anno che.. fuori dal loro fascio di luce c’era una sorella, Caroline Lee.
Più giovane e meno glamorous, secondo il gossip internazionale era Caroline la compagna di Aristotele Onassis prima che questi si innamorasse e sposasse la sorella Jackie, lasciandola bitterly disappointed. Caroline tentò quindi di riciclarsi quale attrice cinematografica e teatrale, per poi rassegnarsi all’interior design. Ci ha lasciati da poco ed era principalmente conosciuta per essere stata la seconda moglie del principe polacco Stanisław Radziwiłł, un tizio con cui mio marito ha preso il tè lo scorso anno. Va be’.

Ornella Muti e Claudia Rivelli

Ornella Muti oggi è il clone di Hilary Blasi: stesso capello biondo, stesso zigomo importante, stessa dentatura estroversa. Se la ricordate così, è solo perché siete troppo giovani per averla vista prima che chirurgo estetico ci mettesse le mani, ma fidatevi: era bellissima. Capelli castani lunghi al sedere, occhi da gatta su viso da bimba, fisico sottile. Una bellezza così sfacciata da avere al mondo una sola rivale: sua sorella, Claudia Rivelli. “Somiglia a un avatar” ha commentato mia figlia osservando il viso della rivale-Rivelli, tanto perfetto da sembrare photoscioppato ai limiti del verosimile. Mentre Ornella diventava l’eroina del cinema nazional-popolare degli anni Ottanta, Claudia, nonostante la bellezza surreale e stralunata, manteneva il basso profilo limitandosi a diventare protagonista dei fotoromanzi Lancio (quanti pianti!).

Non è stato possibile fare un confronto fotografico sull’aspetto attuale delle due sorelle: di Ornella appaiono immagini di una donna bella, ma irriconoscibile. Di Claudia non v’è traccia. Meglio così.

Charlotte Gaisbourg e Lou Doillon

Quando l’attrice e modella inglese Jane Birkin (quella della borsa, già) si mise assieme al cantante e musicista francese Serge Gainsbourg, la cosa fece scalpore: lei era la cerbiatta che incarnava l’ideale estetico spigoloso e sexy degli anni Settanta, lui aveva il fascino dell’uomo tormentato ma brutto. Ma tanto brutto. Da quell’unione nacque Charlotte, oggi attrice e regista talentuosa.

Quando Jane Birkin si mise assieme al regista francese Jacques Doillon, era una donna matura e un’attrice impegnata. Da quell’unione nacque la sorellastra di Charlotte, Lou Dillon.

Charlotte ha ereditato i talenti e i lineamenti del padre. Lou ha ereditato quelli della madre. E non c’è molto altro da aggiungere.

Penélope e Mónica Cruz

Seguo Penélope dai tempi di “Prosciutto prosciutto” perché era il sogno erotico del mio fidanzato di allora. Inspiegabilmente, peraltro: la ragazza era spigolosa, pelosetta e aveva un naso imbarazzante.
In effetti, le velleità della famiglia Cruz erano puntate sulla sorella minore, Mónica, graziosa ragazzina dotata di broncetto d’ordinanza nonché ballerina di buone speranze.

Le cose sono andate diversamente. Mentre i riconoscimenti cinematografici di Penélope riempono buona parte della pagina Wikipedia a lei dedicata – andando dall’Oscar alla Stella della Walk of Fame di Hollywood – Mónica viene ricordata per la sua partecipazione a Paso Adelante, una sorta di Saranno Famosi iberico la cui programmazione è terminata quindici anni fa. Ancora: Penélope fa figli con Javier Bardem, Mónica è diventata mamma single ricorrendo all’inseminazione artificiale.
Tuttavia, immaginando il faccione di Bardem nel letto e tentando di immaginare la sua fiatella di primo mattino, credo che sia Mónica ad aver avuto la meglio.

Carla e Valeria Bruni Tedeschi

Per capire la portata della rivalità tra Carla e Valeria bisognerebbe tornare ai primi anni Novanta, quando Carla entrava nell’empireo delle supermodel e Valeria si faceva conoscere come attrice tormentata e intellettuale, ottenendo riconoscimenti importanti di critica e pubblico.
Oppure sarebbe sufficiente guardare “È più facile per un cammello…”, film largamente autobiografico con il quale Valeria ha debuttato alla regia affidando il ruolo della madre alla madre stessa (gran lavoro per i psicoterapeuti di ogni Scuola).
Le sorelle Bruni Tedeschi non hanno mai fatto nulla per nascondere la reciproca insofferenza: Carla ignorando Valeria, Valeria portando sullo schermo debolezze e idiosincrasie immediatamente riferibili alla sorella.
Il pubblico ha reagito empatizzando con Valeria, mentre l’escalation sociale di Carla ha portato a manifestazioni di disprezzo direttamente proporzionali al botulino utilizzato dalla stessa.
Qualche anno fa la madre delle sorelle ha rivelato di averle concepite da padri diversi, e questo ha reso tutto chiaro.

Benedetta e Cristina Parodi

Una sfida a colpi di mignolino. Così borghesi, impostate, perbene.
Entrambe giornaliste televisive, sorridenti e rassicuranti, le sorelle Parodi sono troppo bon ton per esternare rivalità o dissapori. Eppure dovrebbero, perché l’ascesa televisiva di Benedetta ha avuto luogo nello stesso momento in cui per Cristina iniziava la parabola discendente, con la chiusura consecutiva di ben tre programmi da lei condotti a causa degli ascolti troppo bassi. Negli ultimi anni Cristina ha progressivamente ridotto la propria presenza sul piccolo schermo limitandosi a fare brevi comparsate, mentre Benedetta ha iniziato a colonizzare emittenti private e librerie con ricette e programmi di cucina.
Sono convinta che Benedetta non avrebbe avuto tutto questo successo se non fosse stata sorella della più nota (e telegenica) Cristina. Adesso che Cristina è caduta in disgrazia, vediamo se ricambierà il favore.

Ho dimenticato nessuna?

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