Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Spesa e supermercati: tutorial per signore mature

Agli autori della famigerata trasmissione deve essere sembrata una buona idea, rendere sexy un atto prosaico come il fare la spesa mostrando una bella ragazza in minigonna e tacchi, ma immaginate se ad ancheggiare tra gli scaffali fosse stata una signora over60: l’effetto sarebbe stato grottesco.
E in effetti nessuno si aspetta che una donna in età possa sedurre in minigonna e tacchi: in generale, da una donna in età non ci si aspetta proprio niente (non a caso viene definita “età dell’invisibilità” dimenticando che l’invisibilità è un superpotere).

Ph. Unplash CC

Se poi la signora over60 manifestasse il desiderio di uscire dal suo cono d’ombra, difficilmente lo farebbe con gli strumenti classici dell’immaginario erotico maschile e senza alcun contesto dentro cui calarli (e questo, spiace, non è l’angolo delle offerte di un supermercato. Per dire: io ci ho provato a fare la sexy con uno che mi lanciava certe occhiate, ma poi mi sono accorta di avere in mano una confezione di carta igienica formato famiglia e allora niente, come non detto).

Insomma, fare la spesa in maniera sexy quando sei avanti negli anni è una faccenda complessa, per almeno tre motivi.

Ph. Artem Beliaikin via Unplash

Il primo: se il mercato delle relazioni dopo i quaranta diventa un campo minato, quello del banale flirt da corsia non è da meno perché lo sguardo che a trent’anni cade sul tacco a spillo a cinquanta si sposta su quello che si è messo nel carrello. Credetemi, le persone in età sanno trarre profili psicologici dettagliatissimi in base al contenuto di un carrello e di fronte a questo non c’è ancheggiamento che tenga. Una bottiglia di vodka può incuriosire, un pannolone salva-odori è più, come dire, anticlimax.

Ancora: con l’età cambiano i codici di seduzione. Mentre quando si è giovani si può confidare in una gamba slanciata, la seduzione over60 è giocata sul filo di piccoli gesti di cortesia. Che ci si creda o no, il passaggio da “pantera della corsia” a “signora cui gli uomini cedono spontaneamente il posto davanti alle casse” non è privo di soddisfazioni: non soltanto sentiamo di essercelo meritate dopo tanti anni di servizio al consesso civile, ma siamo perfettamente in grado di distinguere quella che pare una sconfitta identitaria in quello che realmente è: un privilegio.

Infine, a una certa età si sente la necessità di un abbigliamento adeguato.
Se gli autori televisivi hanno avuto gioco facile con una giovane donna in minigonna, apparecchiare una signora a scopo seduttivo richiede maggior immaginazione. Richiede, cioè, un qualsiasi capo di guardaroba ampio e coprente, purché a fiori. Con un abbigliamento di questo tipo si può nascondere tutto: smottamenti, cascami, plissé. Il fiorame serve a ingannare l’occhio e fa tanto “menopausa senza limiti” o anche “io a Woodstock c’ero e già votavo per il Senato”, che se non seduce perlomeno incuriosisce.

Quindi il tutorial per la spesa sexy della sessantenne con velleità me lo immagino così: una signora in kaftano e kombat boots che sgrida i clienti per l’suo scorretto della mascherina, inizia una guerra di nervi col cassiere, impila gli acquisti in un tetris perfetto in volumi e proporzioni, infine regala i punti fedeltà al signore che le ha ceduto il posto (poi, insieme vanno a farsi uno spritz.)

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