Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

Stirare: smetto quando voglio

Diversi anni fa – ne avevo appena sedici – andai a lavorare come ragazza alla pari a Londra, presso una famiglia con tre bambini piccoli. Ad accogliermi trovai una montagna di roba da stirare, e quando dico una montagna intendo: una montagna. “Ce la fai per domani?” chiese la mia landlady. “Sure!” risposi. Non avevo mai stirato in vita via.
Dedico questa intervista alla ragazza di allora.

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Ragazze, nel vostro sito trovo tutto quello che volevo sapere su di voi: le vostre facce, le vostre paturnie, i vostri ruoli. Ma vorrei conoscere il momento in cui una di voi – Elena, forse? – ha battuto i pugni sul tavolo urlando “Adesso basta, l’Uomo è andato sulla luna e ancora non è stata inventata una linea di abbigliamento che non richieda di essere stirata!”. Cos’era successo quel giorno perché DoNotIron diventasse un’esigenza?

«Ricordo perfettamente quella domenica sera, una cena fra amiche di quelle in cui una fa outing e le altre la massacrano. L’amica perfetta-donna-di-casa, lamenta che ha passato tutta la domenica a stirare. Ma come, torni a casa tutte le sere alle 8 dal lavoro, il sabato pulisci casa e la domenica ti punisci col ferro da stiro? Allora mi son detta, quale disturbo della personalità può spingere una donna a sprecare del tempo a stirare?
Così la mattina dopo in agenzia, dove siamo tutte donne e molto pigre sulle attività domestiche superflue, ci siamo inventate un capo flessibile che potesse essere trendy, elegante e casual al tempo stesso, ma soprattutto iron free.
Ed ecco la t-shirt Do Not Iron: trendy perché è una t-shirt e va con tutto. Casual se la porti con i jeans. Elegante perché ogni t-shirt è un pezzo unico caratterizzata da uno scampolo di tessuto speciale, e alcuni sono perfetti anche per La Scala.»

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Pensiero, azione. La prima t-shirt è creata,avete bisogno di condividere la vostra idea col mondo intero. Come vi siete mosse per farne un business?

«Do Not Iron è uno spin-off di Sottosopra, la nostra agenzia di comunicazione: per noi non è stato solo un brand da lanciare, ma anche un banco di sperimentazione e formazione dove si è ricreata in ufficio quella speciale dinamica agenzia-cliente fatta di brief-brainstorming-creatività-presentazioni-budget. Una volta definite l’identità e la filosofia delle t-shirt Do Not Iron, abbiamo realizzato lo store online, le pagine social (Facebook, Instagram, Pinterest) e abbiamo seminato per raccogliere consensi tra le donne come noi che amano un capo bello, di pregio ma pratico. Tutto questo mentre la mamma cuciva, cuciva, e cuciva…»

“Mamma, c’è da cucire una nuova t-shirt”. Il mio pensiero va proprio alla signora che pazientemente si mette al lavoro. Come reagisce a ogni vostro nuovo colpo di genio?

«Essendo una donna sarda – testarda e caparbia come solo le sassaresi sanno essere – con un obiettivo preciso e del tempo libero, la mamma si è trasformata in una cucitrice seriale, preparando più magliette di quante siamo riuscite finora a metterne in vendita online. Stiamo pensando alle collezioni future, prima che lei impugni la spugnetta e si dia alle fughe delle piastrelle.»

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Non sarebbe ora di estendere la produzione anche ad altri capi? Sembra una domanda, ma è un’affermazione: la mia asse da stiro grida pietà.

«Ci stiamo lavorando in questo inizio di anno, in modo da essere pronte per primavera. Lo studio e il lancio di un prodotto è un altro degli ambiti su cui stiamo scoprendo il divertimento e la fatica di fare tutto da noi.»

Infine, una considerazione: il potere esasperante della biancheria da letto è fortemente sottovalutato. Pensateci.

«Ti prendiamo in parola. In questi primi mesi di attività, la nostra dinamica e brillante community ci ha suggerito un prodotto educational – una linea Do Not Iron per bambine – e uno più… particolare: un set di lenzuola Do Not Iron raffiguranti uomini “stirabili” già sdraiati a letto, per l’appunto.
Come sai siamo impegnate anche sul fronte del riciclo delle assi da stiro, per offrire loro un nuovo ruolo nella società e stiamo pensando a piccole operazioni di bonifica del territorio: una giornata in cui avviene la raccolta porta a porta dei ferri da stiro in cambio di una nostra t-shirt.»

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