Rossella Boriosi

Capita che le persone mi raccontino storie. Donne, perlopiù, che a un certo punto delle loro vite sono state costrette a reinventarsi. Le loro sono storie intense, belle, di persone con tanto da dire e molto da fare e che non si riconoscono nella rappresentazione che di loro danno i media, indecisi tra Sora Lella e Belén. [mediakit]

TBNDonna, la risposta di Silvia Orlando all’isolamento delle mamme

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«Com’è nato TBNDonna? Presto detto: un giorno ho accompagnato mia figlia Matilde a seguire una lettura per bambini presso un’associazione della mia città – Torino – e mentre ero incantata a osservare le sue reazioni ho pensato: “Perché sono contenta di essere qui?” Così mi sono accorta che in quella stanza c’erano donne che, come me, non volevano solo far divertire i propri bambini ma soprattutto non sentirsi sole, stare insieme ad altre nella loro stessa condizione e parlare di cose diverse dalla genitorialità. Lì dentro tornavamo a essere persone con interessi, lavori e passioni che molte di noi – prese dalle urgenze delle maternità – avevano passato in secondo piano.

Il network è nato così, quasi casualmente, ed è indirizzato soprattutto a chi si trova a vivere in una fase di tsunami della vita dovuto, ad esempio, a una separazione, un divorzio, una malattia, e ha bisogno di ridefinirsi. Un network partito da Torino ma aperto a tutte.»

Silvia, TBNDonna di cosa  è l’acronimo?

«Di Torino Business Network Donna. Il network nasce dal gruppo di Linkedin Turin Business Network da me fondato nel 2013 e ha come principale obiettivo offrire servizi di supporto a tutte le donne che sentano la necessità di trovare e ricevere un sostegno efficace per gestire al meglio la propria vita professionale e familiare, magari in un momento particolarmente impegnativo come per me è stato la nascita di Matilde.
Quello che si può trovare nel network è solidarietà, sostegno, condivisione e scambio di esperienze di vita e di professionalità, attraverso l’organizzare di appuntamenti e incontri periodici a tema. Insomma, il network è indirizzato alle donne non solo in relazione alla loro esperienza di maternità: è una forma di cooperazione alla realizzazione dei nostri progetti attraverso il dialogo, il confronto e la contaminazione tra menti creative. Sono fermamente convinta che una donna non debba mai sottovalutate l’importanza della realizzazione di sé per essere felice. Oh, insomma, basta chiacchiere: vai a vedere il sito! Troverai l’elenco delle rubriche e l’iniziativa “la donna del giorno” che dà visibilità a tutte le donne del network e che entrano a farne parte con un semplice “mi piace” sulla pagina di fb.
Le rubriche sono curate sia da me che dalle professioniste del network. Con alcune di loro è nata, ovviamente, una collaborazione più stretta, ma tutte partecipano attivamente attraverso la redazione di articoli. Siamo particolarmente attente a temi legati alla libera professione e all’imprenditorialità al femminile, ma non solo: ad esempio è appena partita una rubrica più frivola – “Una tata alla moda”, dove si parla di cibo, moda, e gossip. Insomma, chi volesse lanciarsi nell’autoimprenditorialità e cercasse dei servizi dovrebbe farci visita»

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Lavori da sola o in team?

«Seguo personalmente la linea editoriale della pagina e le attività del network, ma credo fortemente nella cooperazione e nella condivisione tra donne per cambiare in meglio questa società per certi aspetti ancora molto maschilista.
Coltivare i propri sogni e farsi ispirare è il solo modo per sentirsi davvero vive”»

Due libri importanti per la tua formazione?
«”La mia Africa” di Karen Blixen, una storia meravigliosa e potente di imprenditorialità e rinascita, e “Camera con vista” di E.M. Forster, perché mi ha insegnato l’importanza dell’intensità e la profondità dei rapporti tra persone. Sono una donna molto diretta, non sopporto i doppigiochi, le falsità. Questo romanzo mi rappresenta»

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